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STUDI MILITARI
Introduzione
Nella Marina Militare italiana, come nella Regia Marina dalla quale deriva,
vi è la tradizione di assegnare nel corso del tempo lo stesso nome a più navi,
ovviamente non in servizio nello stesso periodo, specie se le unità che lo hanno
portato si sono dimostrate fortunate e il nome stesso è famoso o comunque
particolarmente caro agli italiani. Di sicuro uno di questi casi è quello delle
quattro unità che dal 1909 hanno avuto il nome di Carabiniere, l’ultima delle
quali è da pochi anni entrata in servizio .
(1)
Il primo Carabiniere
La Regia Marina italiana, nata durante il periodo risorgimentale, ereditò
dalle flotte preunitarie navi vecchie oppure obsolete e da subito si impegnò per
affiancarle e poi sostituirle con unità nuove e di vari tipi in modo da ottenere
quella flessibilità operativa che le avrebbe permesso di assolvere i compiti che
le sarebbero stati affidati.
Così quando nel 1892 furono realizzati in Gran Bretagna i primi quattro
“torpedo boat-destroyer”, ovvero un tipo di unità in grado di distruggere le insidiose
torpediniere prima che esse potessero lanciare siluri contro le grandi navi, anche
i vertici della Regia Marina ritennero opportuno introdurre in servizio tali unità .
(2)
(1) Oltre a Carabiniere, un altro nome che è stato utilizzato quattro volte è quello del militare di un
Corpo dell’Esercito altrettanto caro agli italiani, ovvero Alpino e, sempre quattro sono state le
navi che si sono chiamate Andrea Doria, Calatafimi, Canopo, Caprera, Cassiopea, Castore,
Centauro, Ciclope, Cigno, Cristoforo Colombo, Delfino, Duilio oppure Caio Duilio, Folgore,
Garibaldi o più estesamente Giuseppe Garibaldi, Mincio, Miseno, Nibbio, Palestro, Panaria,
Pantelleria, Perseo, Rondine, Saetta, Sagittario, Sirio, Staffetta, Strale, Tanaro, Torricelli oppure
Evangelista Torricelli, Tremiti, Urania, Vedetta, Vega, Vesuvio, Vigilante e Zeffiro.
Cinque unità sono quelle che nel tempo hanno avuto il nome di Artigliere sebbene in tre casi
per ridenominare navi che originariamente avevano un altro nome (la prima per ribattezzare
il 27 luglio 1943 il cacciatorpediniere gemello Camicia Nera dopo la caduta del Fascismo, la
seconda il 25 maggio 1951 per chiamare il caccia Woodworth ceduto dalla Marina statunitense
a quella italiana e la terza per denominare la nave irachena Hittin, costruita dalla Fincantieri-
Cantieri Navali Italiani di Ancona ma non consegnata insieme ad altre tre unità a causa del-
l’embargo seguito alla Guerra del Golfo e, riadattata dal Cantiere del Muggiano della Spezia,
fu poi incorporata nella Marina italiana come pattugliatore di squadra con il nome di Artigliere
il 28 ottobre 1994), di Falco, di Ercole (anche se in quattro casi le unità che portavano quest’ul-
timo nome erano rimorchiatori), di Lampo, di Leonardo o più estesamente Leonardo da Vinci,
di San Marco, di Sparviero, di Spica, di Stromboli, di Tevere e di Ticino (le navi che avevano il nome
del fiume erano tutte cisterne per acqua).
Il record dei nomi più utilizzati ben sei volte sono Palinuro (una corvetta a ruote, una goletta, un
rimorchiatore, una nave scuola catturata agli jugoslavi nel 1941, una nave scuola nocchieri vara-
ta come Ebe e infine una nave scuola tuttora in servizio derivata dalla trasformazione del mer-
cantile francese Commandant Louis Richard) e Stromboli (una corvetta a ruote, un ariete torpedi-
niere, un rimorchiatore, due trasporti e una cisterna per rifornimento in mare), vedi Franco
BARGONI, Tutte le navi militari d’Italia 1861-2011, Roma, Ufficio Storico della Marina Militare,
2012, pagg. 19, 23-24, 27, 45, 47, 49, 51-52, 54-56, 64-65, 69, 82, 85, 90-91, 104-105, 116, 129-
130, 165, 167, 193, 201-202, 206, 235, 237, 240, 249-252, 254, 257, 259-260, 262, 272, 274, 282.
(2) Si trattava dell’Havock, dell’Hornet, del Daring e del Decoy, impostati nel luglio del 1892 i primi
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