Page 246 - Layout 2
P. 246
STUDI MILITARI
Il Fulmine, il primo cacciatorpediniere a entrare in servizio nella Regia Marina il 26 ottobre 1900
(Fototeca dell’Ufficio Storico della Marina Militare, Roma)
Nel frattempo la Regia Marina, per poter annoverare fra il suo naviglio un
nucleo omogeneo di validi cacciatorpediniere, ne ordinò sei in Germania al can-
tiere Schichau di Elbing che si era specializzato da tempo nella costruzione di
siluranti. Essi costituirono la classe Lampo che, oltre all’unità eponima impo-
stata il 16 maggio 1899, annoverava i gemelli Euro, Dardo, Freccia, Ostro e Strale
e si dimostrarono navi valide sia per la velocità massima che arrivava a ben tren-
ta nodi, sia per l’armamento, ma un po’ carenti per quello che riguardava la
tenuta del mare, tanto che per evitare un eccessivo appruamento fu stabilito che
essi mantenessero sempre vuote le carbonaie di riserva prodiere.
Meno di tre mesi dopo che ad Elbing era stata posata la prima lamiera del
Lampo, il Cantiere Pattison di Napoli cominciò la costruzione della prima clas-
se di cacciatorpediniere realizzata in Italia, sebbene su licenza del cantiere
Thornycroft di Londra-Chiswick, impostando il 6 agosto 1899 il Nembo, che
dette il nome alla classe che risultò composta dall’Aquilone, dal Borea, dall’Espero,
dal Turbine e dallo Zeffiro .
(4)
Queste unità si dimostrarono assai valide e addirittura a partire dal 1908
su di esse cominciarono gli esperimenti per la trasformazione della combustio-
ne dal carbone alla nafta, dapprima limitata alla sola caldaia poppiera e in segui-
to anche per le altre due.
(4) Archivio dell’Ufficio Storico della Marina Militare (d’ora in poi AUSMM), Raccolta di base,
busta 1710, fascicolo 3: “Navi costruite presso il Cantiere Pattison”.
240

