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LE VALANGHE: NON SOLO FATTORI DI RISCHIO
                          MA FORMIDABILI AGENTI DI MODIFICAZIONE AMBIENTALE



                     Lo slittamento del manto nevoso è un movimento lento (mentre le valanghe
               sono un movimento veloce) che può essere dell’ordine di pochi centimetri al giorno
               fino a raggiungere alcuni metri. I requisiti che favoriscono lo slittamento possono
               essere molteplici, tra cui: una superficie di scorrimento liscia come erba lunga adug-
               giata oppure placche di roccia; una nevicata su suolo caldo, tipica di nevicate tardo
               autunnali; spessori del manto nevoso consistenti senza particolari strati deboli, tali da
               garantire un buon isolamento termico della porzione basale; una interfaccia umida o
               bagnata tra il manto nevoso e il suolo . Eventi di pioggia su neve e/o repentini innal-
                                                (20)
               zamenti della temperatura possono determinare la percolazione dell’acqua di fusione
               lungo canali preferenziali inumidendo così la base del manto nevoso. La velocità del-
               l’acqua di fusione all’interno del manto nevoso, e quindi il tempo necessario per rag-
               giungere l’interfaccia neve/suolo, dipende dalla temperatura della neve. In caso di iso-
               termia del manto nevoso (quando la temperatura nel manto nevoso è prossima a 0°
               C in tutto lo spessore) i flussi sono più accelerati. Altro importante fattore è la tempe-
               ratura del suolo al momento della prima nevicata stagionale: un suolo non gelato rila-
               scia calore che viene trasferito al manto nevoso facendo fondere i primi centimetri
               basali. Il manto nevoso inoltre può assorbire acqua dal suolo, in particolare quando ad
               inizio inverno una nevicata precoce si deposita su un suolo ricco d’acqua in seguito ad
               abbondanti precipitazioni autunnali. La neve mantiene comunque un comportamento
               plastico quando la deformazione indotta dallo scivolamento non provoca la rottura.
               In questo modo possono osservarsi curiose forme nel manto nevoso, quali ad esem-
               pio le “bocche di balena”, rotture per trazione che attraversano l’intero manto nevoso.
               Dopo essersi allargate per giorni se non addirittura anche per diverse settimane, il
               manto nevoso può improvvisamente accelerare e staccarsi dando origine a una valan-
               ga per slittamento. Il distacco non è tuttavia scontato e il manto nevoso può asse-
               starsi gradualmente senza generare valanghe. Il distacco di una valanga per slit-
               tamento può avvenire sia di giorno che di notte: alcuni studi hanno misurato i
               movimenti più intensi nelle ore più calde e nelle prime ore dopo il tramonto .
                                                                                         (21)
               Questa tipologia di valanga esercita una significativa forza erosiva sul suolo, che
               può essere rimosso e trasportato, in particolare nella zona di scorrimento .
                                                                                       (22)

               (19)  E. H. PEITZSCH, J. HENDRIKX, D. B. FAGRE, B. REARDON, Examining spring wet slab and glide
                     avalanche  occurrence  along  the  Going-to-the-Sun  Road  corridor,  2012,  Glacier  National  Park,
                     Montana, USA. Cold Reg. Sci. Technol., 78, 73-81.
               (20)  C. MITTERER, J. SCHWEIZER, Valanghe da slittamento affrontare le bocche di balena?, 2019, Neve e
                     Valanghe, n. 74, pagg. 20-25.
               (21)  E. CEAGLIO, M. FREPPAZ, G. FILIPPA, S. FERRARIS, V. SEGOR, E. ZANINI, Analisi dei fattori pre-
                     disponenti lo scivolamento del manto nevoso: il caso studio di Mont de La Saxe (AO), 2013, Neve e valan-
                     ghe, n. 79, pagg. 31-41.
               (22)  M. FREPPAZ, S. LUNARDI, M. MAGGIONI, F. VALFRÈ DI BONZO, T. BIZZOCCHI, E. ZANINI,
                     Valanghe ed erosione del suolo. Risultati preliminari ottenuti in due siti sperimentali in Valle d’Aosta,
                     2006, Neve e Valanghe, n. 59, pagg. 34-41.

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