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ECO AMBIENTE
urbanizzate (aree edificate o parzialmente edificate, insediamenti produttivi,
commerciali e turistici) asservite comunque da una viabilità pubblica ordinaria,
singoli edifici abitati permanentemente (ancorché non asserviti da viabilità pub-
blica ordinaria) e aree sciabili attrezzate come definite dall’art. 2 della legge 24
dicembre 2003, n. 363, di seguito «aree sciabili» (contesti appositamente gestiti
per la pratica di attività sportive e ricreative invernali).
La valutazione della criticità viene fatta quotidianamente a partire dalle
informazioni contenute nel Bollettino neve e valanghe (BNV). Il suddetto BCV
si articola per zone di allerta, ovvero ambiti territoriali significativamente omo-
genei per l’atteso manifestarsi della criticità prevista La valutazione di criticità a
scala di dettaglio, ad esempio per uno specifico sito valanghivo, va effettuata a
livello locale sulla base di analisi e valutazioni specifiche fondate sulla conoscen-
za del territorio e delle relative condizioni nivologiche del momento. In presen-
za di scenari particolarmente avversi, il BCV viene diramato mediante apposito
Avviso di criticità valanghe-ACV, per lo specifico allertamento del sistema di
Protezione civile, secondo specifici livelli di criticità e allerta.
5. Valanghe e cambiamenti climatici
I cambiamenti climatici in atto, in primis l’aumento delle temperature, stan-
no determinando importanti effetti sull’innevamento con l’aumento della quota
delle nevicate, accumuli tardivi e fusioni precoci del manto nevoso, episodi di
pioggia su neve anche nel periodo invernale, eventi estremi (precipitazioni
estremamente intense e prolungati periodi secchi). Anche le proprietà fisiche
della neve sono particolarmente suscettibili all’aumento della temperatura:
incrementi di densità ed umidità possono a loro volta incidere sulla frequenza
delle differenti tipologie valanghive. Uno studio condotto in Svizzera sui dati
raccolti dal 1952 al 2013 ha evidenziato come nel corso degli ultimi decenni
(17)
la frequenza di valanghe di neve umida sia aumentata, anche in pieno inverno
(dicembre-febbraio), con particolare riferimento alle valanghe di fondo per slit-
tamento (glide-snow avalanches). La tendenza all’aumento della frequenza di valan-
ghe di neve umida dovrebbe continuare anche in futuro, in particolare alle
quote più elevate e all’inizio della stagione invernale. Le valanghe di fondo per
slittamento sono molto particolari e il momento del loro distacco è uno dei
maggiori punti di incertezza nell’ambito delle attività previsionali (18-19) .
(17) C. PIELMEIER, F. TECHEL, C. MARTY, T. STUCKI, Wet snow avalanche activity in the Swiss Alps -
trend analysis for midwinter season, Proceedings of the International Snow Science Workshop, 2013,
Grenoble and Chamonix, 1240-1246.
(18) S. BAGGI, J. SCHWEIZER, Characteristics of wet-snow avalanche activity: 20 years of observations from a
high alpine valley (Dischma, Switzerland), 2009, Natural Hazards 50 (1), 97-108.
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