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ECO AMBIENTE



             2.2 Opere di difesa
                  Le opere di difesa si suddividono in:
                  ➢ Opere di difesa attiva si trovano nella zona di distacco e possono essere indiriz-
             zate a ridurre la rugosità del pendio (mediante creazione di terrazzamenti), a tratte-
             nere il manto nevoso (mediante ponti da neve, reti), a ridurre il trasporto eolico della
             neve e quindi la formazione di lastroni (mediante barriere frangivento o deflettori);
                  ➢ Opere di difesa passiva si trovano generalmente nella zona terminale di
             scorrimento o nella zona di accumulo e presentano strutture importanti capaci
             di resistere alla pressione d’impatto della valanga. Rientrano in questa categoria
             le gallerie paravalanghe, le opere di deviazione (cunei deviatori o argini di devia-
             zione) capaci di modificare la traiettoria della valanga e salvaguardare piccoli
             centri abitati o infrastrutture (ad esempio tralicci) e opere di arresto capaci di
             bloccare la valanga in movimento (ad esempio dighe di contenimento).

             2.3 Il bosco come “naturale opera di protezione” dalle valanghe
                  Le foreste possono, in determinate condizioni, essere considerate eccellenti
             misure di protezione nel confronto del distacco valanghe. Per svolgere questa
             funzione il bosco deve avere determinate caratteristiche di copertura, struttura e
             composizione specifica. Ad esempio a parità di densità del bosco e caratteristi-
             che stazionali (pendenza ed esposizione) lo scivolamento del manto nevoso è più
             importante in un lariceto rispetto ad una pecceta  a causa di una minore inter-
                                                           (12)
             cettazione della neve durante la nevicata da parte di specie caducifoglie e della
             conseguente formazione di un manto nevoso più omogeneo rispetto a quello
             osservato sotto specie sempreverdi. Nella zona di scorrimento della valanga,
             invece, la copertura forestale non può, in alcun modo, bloccare il movimento
             della massa nevosa mentre è possibile che nei margini laterali del suo percorso
             una fascia boscata possa contribuire a limitare l’estensione della superficie inte-
             ressata dalla valanga, dissipandone l’energia. Nella zona di accumulo la foresta
             non può esercitare una efficace azione di difesa ed è alquanto frequente osser-
             vare notevoli danni al bosco provocati ad esempio dal “soffio della valanga”.
             Non tutte le superfici forestali sono esenti dal distacco di valanghe: uno studio
             condotto sul territorio valdostano nel 2005 ha mostrato come il 5,6% del totale
             delle valanghe registrate nel catasto valanghe regionale fosse caratterizzato da
             una zona di distacco interna al bosco . L’efficienza protettiva del bosco dipende
                                               (13)

             (12)  D. VIGLIETTI, M. MAGGIONI, E. BRUNO, E. ZANINI, M. FREPPAZ, Snow gliding and loading under
                  two different forest stands: a case study in the north-western Italian Alps, 2013, Journal of  Forestry
                  Research, 24, pagg. 633-642.
             (13)  D. VIGLIETTI, S. LETEY, R. MOTTA, M. MAGGIONI, M. FREPPAZ, Snow avalanche release in forest
                  ecosystems:  A  case  study  in  the  Aosta  Valley  Region  (NW-Italy),  2010,  Cold  Regions  Science  and
                  Technology, 64, pagg. 167-173.

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