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LE VALANGHE: NON SOLO FATTORI DI RISCHIO
MA FORMIDABILI AGENTI DI MODIFICAZIONE AMBIENTALE
c. Posizione della superficie di slittamento
Se il distacco coinvolge l’intero manto nevoso, quindi la superficie di slit-
tamento è costituita dall’interfaccia suolo/neve, si originano valanghe di fondo
mentre se la superficie di scorrimento si trova all’interno del manto nevoso si
possono originare valanghe di superficie.
d. Tipo di movimento
Se il moto della valanga avviene a contatto della superficie del terreno questa
viene detta radente. Nel caso di valanghe a lastroni, nel corso dello scorrimento i
blocchi si disgregano in frammenti di dimensioni sempre più ridotte, con la for-
mazione di una massa di neve a densità elevata nella porzione di valanga a con-
tatto con il suolo. Qualora si tratti di neve asciutta, in particolare in corrisponden-
za di cambi di pendenza e con velocità di almeno 10 ms , è possibile osservare,
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oltre alla componente radente, della neve a bassa densità che viene sollevata dai
turbini d’aria generati dall’attrito dovuto all’interazione della neve in movimento
con l’aria stessa : in questo caso è lecito parlare di valanga di tipo misto radente-
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nubiforme. In questa tipologia di valanghe la frazione polverosa può facilmente
superare i venti metri di altezza. Nelle valanghe nubiformi la totalità di materiale
è sospeso in aria e talvolta può raggiungere velocità estremamente elevate (anche
oltre gli 80 ms ), superiori a quelle registrate nel caso delle valanghe radenti.
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Fig. 1. Danni al bosco causati dalla componente polverosa di una valanga invernale
(5) MCCLUNG, SCHAERER, Manuale delle valanghe: formazione, dinamica ed effetti, prevenzione e sicurezza,
soccorso, Bologna, Zanichelli, 1993
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