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LE VALANGHE: NON SOLO FATTORI DI RISCHIO
                          MA FORMIDABILI AGENTI DI MODIFICAZIONE AMBIENTALE



               a. Tipo di distacco e umidità della neve
                     Le valanghe possono essere essenzialmente suddivise in due tipologie in
               base al tipo di distacco: “valanghe a debole coesione” e “valanghe a lastroni”:
                     ➢ le valanghe a debole coesione solitamente interessano unicamente gli strati super-
               ficiali del manto nevoso e si caratterizzano per la loro conformazione tipica in quanto
               si staccano da un singolo punto per poi allargarsi durante lo scorrimento. Questa
               tipologia di valanga può essere sia asciutta che bagnata e il distacco viene innescato
               da una perdita locale di coesione provocata prevalentemente da abbondanti precipi-
               tazioni nevose su pendii molto ripidi, dall’irraggiamento solare e da pioggia su neve;
                     ➢ le valanghe a lastroni si innescano in seguito al propagarsi di fratture più o
               meno profonde all’interno del manto nevoso. Esse presentano un fronte di
               distacco che solitamente forma un angolo retto con il piano di slittamento, dei
               fianchi (pareti laterali della valanga) solitamente lisci e un piede (superficie di
               frattura inferiore), che si forma unitamente ai fianchi appena prima che il lastro-
               ne inizi a muoversi lungo il pendio. I valori d’inclinazione del pendio maggior-
               mente predisponenti il distacco di valanghe a lastroni sono compresi tra i 25° e
               i 55° mentre su pendii più ripidi, il continuo scaricamento della neve a debole
               coesione previene la formazione di lastroni.
                     Così come le valanghe a debole coesione, anche le valanghe a lastroni si
               possono suddividere in asciutte e bagnate. Nel primo caso si tratta della tipologia
               valanghiva che arreca la maggior parte dei danni e delle vittime rappresentando
               così il fattore di rischio più importante per le vallate alpine durante la stagione
               invernale. La densità del lastrone è generalmente compresa tra i cento e trecento
               kg/m  e affinché si verifichi il distacco il manto nevoso deve essere soggetto ad
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               una sollecitazione da taglio di intensità maggiore alla resistenza al taglio dello
               strato più debole all’interno del manto nevoso, con una velocità di deformazione
               nello strato debole sufficientemente elevata da provocare la rottura.
                     Per quanto riguarda le valanghe a lastroni di neve bagnata è possibile che l’in-
               nesco sia provocato dal sovraccarico determinato da precipitazioni piovose oppure
               da alterazioni della resistenza dello strato più debole a causa dell’acqua piovana o
               di fusione o, ancora, a seguito della lubrificazione con acqua di fusione o piovana
               di una superficie di scorrimento parzialmente o totalmente impermeabile.

               b. Dimensione
                     Dopo  le  importanti  modifiche  apportate  nel  2018,  rivolte  a  migliorare
               l’aspetto comunicativo, le valanghe vengono classificate sulla base della loro
               dimensione ed effetti in cinque classi come riportato nella Tab. 1 .
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               (3)   Gruppo Previsori valanghe AINEVA, 2019. Il Bollettino valanghe e la scala di pericolo, Pubblicazione divulgativa
                     AINEVA, https://www.aineva.it/pubblicazioni/il-bollettino-valanghe-e-la-scala-di-pericolo-2/.

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