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TRIBUNA

                                                DI STORIA MILITARE






                                                 Una  lucida  lezione  di

                PASQUALINI Prof.ssa Maria Gabriella  vita:  Napoleone  scrive  a
                                                 Eugenio de Beauharnais,
                                                 Viceré d’Italia



                     La  lettura  delle  innumerevoli  lettere  (circa  trentatremila)  scritte  da
               Napoleone a collaboratori, generali, aiutanti di campo è molto interessante dal
               punto di vista della conduzione delle sue battaglie ma imbattersi in quella da lui
               inviata  al  figlio  dell’amata  Giuseppina,  adottato  dopo  il  matrimonio  con  la
               madre, svela molti lati della personalità del Corso e forse anche le ragioni per le
               quali gli inglesi decisero di inviarlo in esilio a Sant’Elena, così lontano per assi-
               curarsi che non potesse più fuggire e rientrare in Patria.
                     Mon cousin, così esordisce la missiva del 18 Pratile dell’anno XIII della    TRIBUNA DI STORIA MILITARE
               Rivoluzione : accanto al familiare incipit, subito Napoleone metteva in chiaro
                           (1)
               che la nomina a Viceré d’Italia (mon royaume d’Italie), nonostante la giovane età
               di Eugenio (ventitré anni), corrispondeva alla stima che aveva di lui, sottinten-
               dendo probabilmente che era una sua decisione per la quale doveva essere
               riconoscente. Aggiungeva anche che a quella giovane età di sicuro non si pote-
               va conoscere la perversità del cuore umano e quindi seguiva una prima racco-
               mandazione: non sarebbe mai stata abbastanza la prudenza e relativa circospe-
               zione.
                     Per Napoleone i cittadini (nos sujets, prima e unica volta che usa la parola
               ‘nostri’ invece che ‘mio’ o ‘miei’), italiani erano naturalmente molto più dissimu-
               latori di quel che non lo fossero i francesi e quindi il giovane Eugenio doveva
               fare molta attenzione cercando però di conservare anche la loro stima e possi-
               bilmente essere utile al loro benessere. Ecco dunque anche un primo severo
               giudizio di Napoleone sulle popolazioni conquistate.

               (1)   Pratile era il nono mese del calendario rivoluzionario repubblicano: andava dal 20/21 maggio
                     al 18/19 giugno. Il 18 Pratile corrispondeva in quell’anno al 7 giugno 1805. Date precise di
                     redazione e di invio di questa lettera non sono molto certe.

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