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L’ASSISTENZA DEL LEGALE NEI PROCEDIMENTI DISCIPLINARI DI STATO
D’altra parte, il confronto con un legale del libero foro da parte degli orga-
ni dell’amministrazione militare (ufficiale inquirente, commissioni di disciplina),
postula la necessità che tale confronto sia costruttivo, ancorché dialettico,
fermo restando che tale confronto sarà sicuramente sempre più orientato all’ap-
plicazione delle norme giuridiche di riferimento. Le considerazioni etiche e pro-
fessionali avranno certamente il loro peso nella valutazione della responsabilità
disciplinare, ma è indubbio che l’aspetto giuridico sarà preminente e comporte-
rà una formazione specialistica adeguata. Probabilmente, non sarà più indiffe-
rente conferire le funzioni di ufficiale inquirente o di componente di una com-
missione di disciplina a un ufficiale qualsiasi (da individuare esclusivamente in
base al grado rivestito dall’incolpato), ma sarà necessario prevedere una qualifi-
cazione ad hoc. Un certo tipo di formazione giuridica sarà necessaria sia nella
fase di base o iniziale, ma - indubbiamente - dovrà costituire motivo di forma-
zione specialistica dedicata agli ufficiali dal grado da capitano a tenente colon-
nello.
Infine, anche il legale del libero foro avrà la necessità di approfondire i
temi specifici della disciplina militare e le regole del procedimento disciplinare
di stato. Ciò potrà costituire motivo di ulteriore dibattito scientifico, alimentan-
do un settore di studi che ha bisogno di linfa culturale e prospettive di più
ampio respiro.
da un legale appositamente incaricato. Di contro, Cons. Stato, Sez. Seconda, 10 ottobre 2012,
n. 4215, in www.giustizia-amministrativa.it, che ha ritenuto illegittima una sanzione irrogata a un
militare che in un procedimento disciplinare ha fatto intervenire un suo legale di fiducia, ai fini
- in particolare - della visione degli atti e della presentazione di memorie, per profili ed ambiti
per i quali non sia espressamente e specificamente prevista la presenza del solo difensore mili-
tare, poiché tali modalità di tutela non si configurano come una violazione del rapporto gerar-
chico militare; Tar Veneto, Sez. Prima, sent. n. 69/2005 in www.giustizia-amministrativa.it, che ha
ritenuto illegittima una sanzione irrogata a un militare perché il suo avvocato, nella specifica
qualità di difensore che lo aveva patrocinato in un precedente giudizio, ove l’amministrazione
era risultata soccombente, aveva avanzato richiesta di esecuzione della sentenza stessa, rimasta
inattuata, in quanto il dar impulso alla fase esecutiva rientra espressamente nelle prerogative
del difensore e nei limiti del mandato a tale scopo conferito.
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