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TRIBUNA DI STORIA MILITARE
zioni Cepoc rappresenta uno sviluppo delle linee precedenti. La scelta del lungo
periodo ha lasciato emergere i fattori di continuità riconoscibili nella pratica del
controllo del territorio. Pur a fronte delle grandi scansioni, dei sommovimenti
politici, dei cambiamenti culturali, delle innovazioni della tecnica, resta che lo
spazio delle pratiche e delle consuetudini percorre strade proprie, e non certo
secondarie, nelle quali prevale il dato della continuità. L’azione delle polizie pre-
senta dunque una importante dimensione di continuità, che va analizzata e sop-
pesata.
I più recenti incontri di studio organizzati da Cepoc si sono per l’appunto
concentrati su questo aspetto della continuità nelle modalità di controllo del ter-
ritorio. Di questi incontri si ha già a stampa il volume Dagli esecutori alla polizia
giudiziaria: un lungo percorso . La scelta della polizia giudiziaria per inaugurare
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questo nuovo fronte di ricerca deriva dal fatto che soprattutto per l’intero corso
dell’età moderna la modalità dell’amministrare giudicando era la forma che
caratterizzava il sistema di governo cosiddetto “per magistrature”. In altre paro-
le accadeva che gli istituti competenti per l’amministrazione nelle differenti
materie svolgessero insieme la produzione normativa e le correlate funzioni di
controllo. Ne conseguiva che la stragrande maggioranza degli uomini cui com-
petevano compiti di controllo, e dunque di polizia, apparteneva a questa cate-
goria degli esecutori. Per eccellenza vi erano compresi i cosiddetti sbirri o birri,
categoria malfamata a causa dei modi molto spicci con cui erano usi svolgere i
propri compiti, dalla cui cattiva fama la polizia avrebbe fatto molta fatica a
distaccare ogni forma di memoria. Da quando, con la Rivoluzione francese e la
successiva stagione napoleonica, la separazione dei poteri fu formalizzata, l’am-
ministrare giudicando non fu più possibile. Tuttavia il passaggio a una polizia
giudiziaria come la intendiamo oggi sarebbe stato accidentato. Gli esecutori che
operavano nel governo per magistrature sarebbero continuati a esistere a lungo,
con una differente collocazione istituzionale, certo, ma ripetendo le pratiche
consuetudinarie cui erano usi. Solo il consolidarsi di uno spazio della polizia
professionalmente e funzionalmente coerente con le nuove esigenze dell’ammi-
nistrazione della giustizia avrebbe consentito il consolidarsi di nuove, e ben
diverse, modalità di espletamento dei compiti esecutivi.
Gli incontri di studio successivi a questo sugli esecutori di giustizia, i cui
atti sono in corso di stampa, avrebbero ancora approfondito il tema delle con-
tinuità.
Penso al seminario tenutosi a fine 2015 dal titolo La società e il territorio: il
(21) A cura di LIVIO ANTONIELLI, 2019.
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