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TRIBUNA DI STORIA MILITARE
Questa prospettiva da cui guardare alla polizia sarebbe stata successiva-
mente ripresa, come in Polizia militare/Military Policing , volume a carattere
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marcatamente internazionale, nel quale vi sono studi francesi su Maréchaussée e
Gendarmerie, spagnoli su comisionados militares, tedeschi sulla polizia di frontiera
dell’ex Germania orientale. Più in generale in questo volume hanno trovato spa-
zio interventi che, come recita il risvolto di copertina, riflettevano, “sul lungo
periodo e su scala europea, ... per quali ragioni e a che condizioni le autorità
decid[essero] di fare ricorso ad apparati armati non destinati, quale loro finalità
primaria, a svolgere mansioni di ordine pubblico e di lotta al crimine, e quali
[fossero] le cautele necessarie all’impiego di questo strumento”. Dunque la fina-
lità era molto concreta, volendosi affrontare in chiave comparativa sul lungo
periodo l’operatività di specifici apparati chiamati a compiti di difesa dell’ordine
pubblico e di lotta alla criminalità.
Da questa attenzione alla pratica poliziesca e al lungo periodo discendeva
un ulteriore elemento intorno al quale si sarebbe concentrata l’attenzione.
Infatti, se la pratica del controllo del territorio aveva un naturale punto di rife-
rimento nell’esistenza di corpi militari progressivamente specializzatisi in tali
compiti, e dall’Ottocento sempre più inquadrati e gestiti dalla mano pubblica,
tuttavia i secoli dell’età medioevale e moderna avevano visto un coinvolgimento
nella difesa del territorio di soggetti istituzionali e di uomini di non facile col-
locazione. Si contavano infatti forme spontanee o semi-spontanee di mobilita-
zione a livello locale, come pure apparati armati espressi da corpi che oggi non
esiteremmo a definire privati. Situazioni, queste, che nell’età liberale si sarebbe-
ro drasticamente ridotte, senza tuttavia scomparire, e che in anni a noi più vicini
avrebbero ritrovato nuovi spazi e nuove presenze. Su questa tematica possiamo
trovare una messa a punto nel volume Le polizie informali .
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Un altro profilo di lettura della storia delle polizie che si è adottato rimanda
al tema delle specializzazioni. Anche in questo caso il lungo periodo consente inte-
ressanti spunti interpretativi. La storia otto-novecentesca delle polizie trova un
punto di riferimento obbligato nei processi di specializzazione che si accompagna-
no ai progressi tecnologici. Si pensi solo alla polizia ferroviaria e alla polizia stra-
dale, e più in generale all’avviarsi di tecniche raffinate di identificazione personale,
finalizzata alla creazione di una anagrafe statistica, e l’avvio di un percorso per la
costruzione di una polizia scientifica e via di seguito. Ma avendo sempre quale
fine quello di tenere uniti più secoli, non era opportuno partire da questi aspetti
della funzione poliziesca collegati senza eccezione all’epoca contemporanea.
(6) A cura di LIVIO ANTONIELLI, 2013.
(7) A cura di LIVIO ANTONIELLI, 2010.
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