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OSSERVATORIO INTERNAZIONALE
I possibili ostacoli, invece, hanno soprattutto a che fare con le divergenze
politiche che potrebbero sorgere all’interno del Consiglio PESCO. Con la
Decisione PESC 2017/2315 si è iniziato a realizzare una PESCO “inclusiva e
ambiziosa” , tanto che gli Stati partecipanti sono ben venticinque sui ventiset-
(35)
te membri dell’UE. Una Cooperazione strutturata, però, ha le stesse caratteri-
stiche ontologiche delle cooperazioni rafforzate ex art. 20 TUE e racchiude
l’idea di “Europa a più velocità” e di integrazione differenziata.
Per realizzarla, e apprezzarne i benefici, c’è bisogno che i partecipanti
abbiano la volontà di marciare a una velocità simile e più sostenuta. Il rischio,
quindi, è che nel Consiglio PESCO si incontrino difficoltà a prendere decisioni
all’unanimità e a imprimere, di conseguenza, la sufficiente velocità alla coope-
razione. Se a ciò si aggiunge che in ballo c’è un tema, il sistema di difesa, in cui
gli Stati hanno piena sovranità e competenza e in cui gli interessi politici, finan-
ziari e economici delle aziende del settore in gioco sono ingenti, si comprende
come anche la partecipazione a un singolo progetto con un gruppo ristretto di
attori con cui confrontarsi diventi complesso. Anche in questo caso, dunque, la
convenienza a partecipare ai finanziamenti elargiti dal fondo deve essere tale
per cui gli Stati partecipanti alla PESCO siano incentivati a superare gli ostacoli
di varia natura che incontreranno.
Altra caratteristica delle cooperazioni rafforzate è però quella che da un
piccolo nucleo di Stati, convinti di perseguire un interesse proprio e comune,
sono nate alcune delle politiche che hanno mutato i connotati dell’Unione
europea.
(35) Si vedano le Conclusioni del Consiglio europeo del 22 e 23 giugno 2017.
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