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STUDI
GIURIDICO-PROFESSIONALI
Tutela della salute e
salubrità alimentare
Magg. Massimo MINICELLI
Ufficiale Addetto all’Ufficio OAIO del Comando
Unità Forestali Ambientali e Agroalimentari
Carabinieri, già in servizio al Comando
Carabinieri per la Tutela della Salute (NAS)
Obesità, sovrappeso, ipercolesterolemia e altre malattie cronico-degenera-
tive, sono solo alcune delle patologie provocate da scorrette abitudini alimenta-
ri, che testimoniano come una “sana” alimentazione non sia solo un interesse
diffuso per la collettività ma, soprattutto, un obiettivo di sanità pubblica.
Non a caso, il “Piano Nazionale della Prevenzione 2014-2018” del
Ministero della Salute, nel considerare i macro-obiettivi di periodo, include l’ali-
mentazione tra i principali fattori di rischio da contenere per “(…) ridurre il
carico prevenibile di morbosità, mortalità e disabilità (…)”, associato alle sud-
dette malattie croniche non trasmissibili .
(1)
A fronte di un’importanza tanto rilevante, tuttavia, gli ordinamenti giuri-
dici europeo e italiano, pur richiamando frequentemente il concetto di “salubri-
tà nutrizionale” degli alimenti in una serie numerosissima di provvedimenti nor-
mativi, non ne danno mai una definizione positiva, come avviene, invece, per
altri istituti giuridici di analoga portata “generale”.
In ambito igienico-sanitario, ad esempio, il Regolamento europeo che sta-
bilisce i principi e i requisiti generali della legislazione alimentare si sofferma
diffusamente sui requisiti di sicurezza degli alimenti , delineandone chiaramen-
(2)
te i contorni e introducendo nuovi strumenti giuridici, i concetti di “pericolo”
e di “rischio” , funzionali per le relative valutazioni di idoneità.
(3)
(1) Piano Nazionale della Prevenzione 2014-2018 para 2.1 pag. 18.
(2) Reg. (CE) 28 gennaio 2002, n. 178/2002/CE, art. 14.
(3) Reg. (CE) 28 gennaio 2002, n. 178/2002/CE, art. 3, co.1, pp.tt. 9), 14).
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