Page 87 - Rassegna 2018-3
P. 87
STUDI GIURIDICO-PROFESSIONALI
degli alimenti nel Codice Penale, a proposito del concetto di “genuinità”, che
dispiega, però, pacificamente, tutta la sua portata precettiva ai fini esclusivi della
tutela degli interessi patrimoniali del consumatore, senza alcuna possibilità di
incidenza in campo nutrizionale, intimamente correlato ad attributi “sanitari” di
un alimento.
Analogamente improduttiva, come detto, è l’analisi del Regolamento
“quadro” sulla sicurezza alimentare.
In particolare, il citato art. 14, disciplinando i “Requisiti di sicurezza degli
alimenti”, considera unicamente i parametri di natura sanitaria (igienica e tossi-
cologica) e non anche quelli nutrizionali per la caratterizzazione degli alimenti
“(…) inadatti al consumo umano (…) [per i] probabili effetti (…) a lungo ter-
mine dell’alimento sulla salute di una persona che lo consuma, (…) anche su
quella dei discendenti (…)”.
Al contrario, un richiamo esplicito agli attributi nutrizionali degli alimen-
ti si rinviene, piuttosto curiosamente, nella disciplina giuridica relativa all’eti-
chettatura e alla presentazione degli alimenti e delle bevande, tassonomica-
mente orientata, come noto, a garantire in prima battuta, la lealtà nelle tran-
sazioni commerciali e la correttezza delle informazioni e solo indirettamente
la salute del consumatore. Ma anche in tale ambito normativo, altrettanto
curiosamente, è impossibile stabilire dalla lettura di un’etichetta quando un
alimento possa realmente definirsi nutrizionalmente “salubre”, proprio a
causa dell’assenza di una definizione esplicita di tale concetto anche in tale
ambito normativo.
D’altro canto, già per quanto riguarda la sicurezza dei prodotti in genere, lo
stesso legislatore europeo nel considerare lo scostamento dai parametri di lega-
lità, individua, quale criterio discriminante, le legittime aspettative del consuma-
86

