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STUDI
GIURIDICO-PROFESSIONALI
L’istituto delle “white list”
nella legislazione antimafia
Portata applicativa e problematiche
Magg. Fabrizio GARRETTO
Consigliere Affari Delegati del Sottosegretario
di Stato alla Difesa, già in servizio alla Direzione interpretative
Investigativa Antimafia - Osservatorio Centrale
Appalti Pubblici (OCAP)
SOMMARIO: 1. La legge anticorruzione. - 2. L’istituto delle “white list”. - 3. Evoluzione nor-
mativa dell’istituto. - 4. Il Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del
18 aprile 2013.
1. La legge anticorruzione
Il 28 novembre 2012, con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, entrava
in vigore la legge 6 novembre 2012, n. 190, recante “Disposizioni per la pre-
venzione e la repressione della corruzione e dell’illegalità nella pubblica ammi-
nistrazione”.
Dal punto di vista meramente tecnico la legge si compone di due soli arti-
coli, laddove il secondo si limita a contenere la cosiddetta “clausola di invarian-
za” (a garanzia del fatto che la legge non comporti oneri aggiuntivi per le finan-
ze pubbliche), mentre le previsioni normative sono concentrate in un articolo
unico, il primo, suddiviso in ben ottantatré commi.
In realtà, al di là dei recenti fatti di cronaca giudiziaria che hanno visto coin-
volti numerosi pubblici amministratori (e del clamore da essi suscitato, in partico-
lare dal vulnus rappresentato da un ulteriore deterioramento del livello di fiducia
da parte dei cittadini sul buon funzionamento della Pubblica Amministrazione),
il provvedimento legislativo era atteso da anni, richiesto non solo dall’opinione
pubblica e dalle forze sociali, ma anche e soprattutto dalla necessità di allineare
l’Italia agli standard internazionali in materia di contrasto alla corruzione.
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