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LA RESPONSABILITÀ INTERNAZIONALE PER GLI ILLECITI COMMESSI DAL PERSONALE
                 IMPEGNATO ALL’ESTERO IN MISSIONI DI PEACEKEEPING ALLA LUCE DELLA PRASSI


               aumento dei casi di prostituzione minorile nelle zone in cui erano state dispie-
               gate truppe delle Nazioni Unite . In precedenza, sono stati evidenziati abusi
                                               (58)
               sessuali  commessi  nell’ambito  dell’operazione  delle  Nazioni  Unite  in
               Mozambico (ONUMOZ) .
                                        (59)
                    I principali soggetti implicati nella vicenda furono rimpatriati a seguito
               degli esiti di un’inchiesta. Tuttavia, anche in questo caso, è difficile immaginare
               che all’inchiesta abbiano fatto seguito dei veri e propri procedimenti giudiziari:
               affrontare i problemi sollevati da questo tipo di illeciti, come si vedrà poco
               oltre, resta ancora oggi una delle priorità dell’Organizzazione. Peraltro, i casi di
               abusi accertati nella Repubblica Centrafricana hanno dimostrato che si è ancora
               lontani dall’eradicare questo odioso fenomeno .
                                                            (60)

               b. Diritto alla vita, divieto di tortura e divieto di arresti arbitrari


                    Violazioni del diritto alla vita, del divieto di tortura e di trattamenti crudeli,
               inumani o degradanti e del diritto alla libertà personale occorsi durante le ope-
               razioni di peacekeeping sono state segnalate in numerose occasioni. È stata, infat-
               ti, osservata una significativa incidenza di tali abusi nel contesto di missioni che
               si svolgono in Stati sconvolti da conflitti interni prolungati e particolarmente
               brutali, in cui il sistema di amministrazione della giustizia è andato quasi com-
               pletamente distrutto .
                                   (61)
                    In Somalia, ad esempio, la mancanza di un sistema adeguato per la gestione
               dei detenuti ha negativamente segnato l’operazione fin dalla sua istituzione. Il
               comando della missione UNITAF stabilì, infatti, che i tribunali di cui all’art. 5

               (58) - G. MACHEL, impact of  armed conflict on children, 1996, par. 98 (U.N. Doc. A/51/306).
               (59)- E. SCHADE, Report on experiences with regard to the United nations peace-keeping forces in Mozambique,
                    Redd Barna, 1995 (citato in G. MACHEL, op. cit., par. 98). Secondo l’accusa, alcuni esponenti
                    della missione, utilizzando veicoli e uniformi ufficiali delle Nazioni Unite, avevano adescato
                    minorenni all’uscita di scuola.
               (60) - Nazioni Unite, Central African Republic: UN completes investigations into allegations of
                    sexual       abuse       by        peacekeepers,     disponibile      su
                    https://news.un.org/en/story/2016/12/547012-central-african-republic-un-completes-
                    investigations-allegations-sexual-abuse (ultima visita 19 febbraio 2018).
               (61) - M. KELLY, Transitional Justice in peace operations: Shaping the Twilight zone in Somalia and east
                    Timor, in YeaRbook oF inTeRnaTional HUManiTaRian law, 2001, pag. 213.

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