Page 143 - Rassegna 2017-4_4
P. 143
OSSERVAZIONI A PRIMA LETTURA DELLA SENTENZA DELLA CORTE DI GIUSTIZIA
NELLA CAUSA C-42/17 COSIDDETTA “TARICCO 2”
5)l’articolo 4, paragrafo 2, TUE non consente all’autorità giudiziaria di
uno Stato membro di opporsi all’esecuzione dell’obbligo stabilito dalla Corte di
giustizia nella sentenza dell’8 settembre 2015, Taricco e a. (C-105/14,
EU:C:2015:555) con la motivazione che l’applicazione immediata a un procedi-
mento in corso di un termine di prescrizione più lungo di quello previsto dalla
legge in vigore al momento della commissione del reato sarebbe tale da com-
promettere l’identità nazionale di tale Stato.
4. La sentenza della Corte di Giustizia.
La Corte di Giustizia, con la sentenza depositata il 5 dicembre 2017, chia-
risce, dunque, che l’obbligo di tutelare gli interessi finanziari dell’Unione euro-
pea, da realizzarsi se del caso anche disapplicando le norme del codice penale
italiano come stabilito nella precedente sentenza Taricco del 2015 - deve essere
conciliato con il rispetto del principio di legalità dei reati e delle pene presente
nell’ordinamento giuridico italiano.
Di conseguenza, i giudici italiani, in procedimenti penali riguardanti frodi
gravi in materia di IVA non sono tenuti a disapplicare le norme nazionali sulla
prescrizione se ciò contrasta con il suddetto principio. Muovendosi lungo diret-
trici più concilianti rispetto alle conclusioni nette rese nel luglio scorso
dall’Avvocato generale Bot, la Corte ha rilevato che l’articolo 325 TFUE pone
a carico degli Stati membri degli obblighi di risultato che non sono accompa-
gnati da alcuna condizione quanto alla loro attuazione. Spetta, pertanto, al legi-
slatore nazionale stabilire norme sulla prescrizione che consentano di ottempe-
rare agli obblighi derivanti da tale norma e ai giudici nazionali competenti dare
piena efficacia agli obblighi che ne derivano.
La Corte ha, inoltre, rilevato come la prescrizione rientri nel diritto sostan-
ziale del nostro ordinamento giuridico, restando dunque soggetta al principio di
legalità dei reati e delle pene.
In tale contesto, l’obbligo di garantire un’efficace riscossione delle risorse
dell’Unione derivante dall’articolo 325 TFUE non può contrastare con tale
principio di legalità.
141

