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IL PROCESSO DI STATE BUILDING IN SOMALIA: LA SICUREZZA COME GAME CHANGER


             durante il procedimento di state building, optando per la ricostruzione di uno
             Stato federale. Questo doppio binario, statale e federale, è particolarmente rile-
             vante sotto il profilo della ricostituzione delle forze di sicurezza somale, poiché
             impegna gli attori internazionali ad agire su due fronti, in una definizione delle
             competenze che si prospetta particolarmente complessa in assenza di una pre-
             via ripartizione sostanziale.
                  La difficoltà più importante rimane, tuttavia, quella di sostituire il governo
             effettivo del territorio che è completamente assente. Nel caso della Somalia,
             infatti, dalla destituzione nel 1991 di Siad Barre, l’esercizio effettivo del governo
             è stato discontinuo e caotico, con l’interruzione di tutti i normali sviluppi del-
             l’attività statale. La scelta di salvaguardare il contenitore della Somalia ha espo-
             sto la comunità internazionale al rischio di un’azione che invece di essere di
             riordino apportasse ulteriori elementi di instabilità, con l’inevitabile miscellanea
             di interessi nazionali e collettivi propria delle azioni internazionali. A questo
             scopo, la scelta della comunità internazionale di coinvolgere gli attori regionali
             e  le  organizzazioni  africane  richiede  un’analisi  critica  che  tenga  conto  degli
             indubbi benefici ma anche dei rischi. Da un lato, infatti, i Paesi confinanti con
             la Somalia hanno dimostrato una maggiore urgenza nell’intervento, dovuta alla
             necessità di arginare i danni che derivano loro dalla situazione di forte instabi-
             lità, garantendo quindi un approccio forse più deciso e veloce. Non si può,
             però, tralasciare che gli Stati maggiormente attivi e volenterosi nell’intervento
             sono gli stessi che per ragioni storiche e culturali, nonché di mera contiguità ter-
             ritoriale, avevano già avuto modo di intervenire nel processo di indipendenza
             somalo e di interagire con le vicende statali della Somalia, provocando senti-
             menti di astio e tensione che giocano un ruolo importante nelle reazioni degli
             attori, statali e non statali, somali.
                  La drammatica situazione di caos è stata fin da subito oggetto delle atten-
             zioni della comunità internazionale, sotto molteplici punti di vista. Innanzitutto,
             lo svuotamento dello Stato è un fatto non irrilevante per il diritto internazionale
             e per i suoi attori, dal momento che viene sostanzialmente meno il soggetto
             giuridico internazionale senza che vi sia un’opzione di sostituzione. Il bivio a
             questo punto è tra permettere l’esplosione dello Stato oppure mantenerlo arti-
             ficialmente in vita nella speranza di una ripresa eterodiretta.

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