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IL PROCESSO DI STATE BUILDING IN SOMALIA: LA SICUREZZA COME GAME CHANGER
al potere così incontrollata e senza nessuna forza interna che sembra in grado di
poter reagire efficacemente, gli Stati confinanti con la Somalia, in particolar modo
l’Etiopia, si allertano e si equipaggiano per garantire una pronta reazione.
Il nuovo scontro con l’Etiopia sembra, ancora una volta, affondare le radi-
ci nella protezione dei confini. A fronte dello scontro tra religioni (16) e della guer-
ra santa evocata dagli Al-Shabaab e da parte della stampa e dell’opinione pub-
blica araba, seconda una ricostruzione che fa buon gioco alla legittimazione del-
l’azione delle Corti islamiche, la principale preoccupazione dell’Etiopia è evitare
una contaminazione di estremismo islamico che andrebbe ad incidere su una
situazione interna complessa e relativamente fragile.
L’epilogo delle tensioni è inevitabile e le Corti islamiche dichiarano il jihad
contro l’Etiopia, con l’obiettivo di creare un califfato islamico internazionale
che riunisca i circa 350mila somali presenti nel territorio etiope, keniota e gibu-
tino. Di fronte a questa impostazione strategica, è chiaro che gli Al-Shabaab
non nascono come un gruppo terroristico nel senso comunemente inteso, ma
sono il braccio armato di un movimento che lotta anche per liberazione del suo
popolo, secondo una dinamica che altre regioni dell’Africa ben conoscono.
Giuridicamente, oltre che politicamente, come emerge dall’analisi della sua
azione, Al-Shabaab manca dei requisiti costitutivi dell’MLN, poiché non agisce
in nome di alcun diritto all’autodeterminazione dei popoli, e mantiene, quindi,
lo status di gruppo armato non statale.
L’analisi delle principali azioni militari condotte da Al-Shabaab evidenzia
come l’iniziale afflato nazionalista sia stato contaminato dai metodi propri dei
gruppi terroristici: l’assalto alla Garissa University (aprile 2015) e a un contingen-
te di soldati kenioti (gennaio 2016) (17) sono la prova dell’allontanamento da una
logica di lotta di liberazione nazionale, con target mirati e simbolici, e dell’ap-
prodo ad azioni spettacolari ed indiscriminate, spesso con obiettivi civili, com-
piute con il solo fine di incutere timore.
(16) - L’Etiopia, presentata come Paese filo-occidentale e cristiano, conta tra gli uomini del suo
esercito moltissimi musulmani così come i suoi armamenti sarebbero di matrice sovietica.
Questi aspetti sottolineano come la narrativa storica portata avanti dai vari attori interessati
alla regione imponga categorie storiche e geopolitiche che non risultano perfettamente atta-
gliate alle dinamiche autoctone della regione del Corno d’Africa.
(17)- J. Luengo-Cabrera, A. Pawels, Countering violent extremism: The Horn of Africa, EUISS, April 2016.
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