Page 262 - Rassegna 2017-2
P. 262
TRIBUNA DI STORIA MILITARE
71 militari (49 fanti e 22 cavalieri). Il 3° leggero di
Padova ne doveva 12 su 20: per togliersi d’impic-
cio, il 29 ottobre il colonnello approfittò di una
visita di Polfranceschi nella sua città natale, per
invitarlo in caserma a scegliersi di persona gli
uomini che voleva.
Nonostante l’incorporazione di almeno 129
militari, il 16 ottobre 1810 gli effettivi dell’arma
erano saliti, rispetto a febbraio, solo di 73 unità
(1.553 uomini con 644 cavalli, tre in meno).
L’aumento bastava appena per la ventitreesima (e
ultima) compagnia impiantata in giugno in
Trentino da Polfranceschi e Scotti, con 11 brigate
(Rovereto, Ala, Pergine, Borgo, Cles, Storo e altre
5 fra Trento e Bolzano). Inoltre da novembre si
aggiunse l’occupazione del Canton Ticino, dove
furono distaccati 36 gendarmi con 27 cavalli.
Il brigantaggio era ormai endemico, soprat-
tutto nella giurisdizione della 2 legione: in marzo
a
il famigerato Prospero Baschieri (1780-1810) era
stato sorpreso presso Budrio e trucidato con tutta
la banda, con successiva esposizione delle teste
mozzate a Bologna: ma il 23 novembre, nelle
campagne tra Imola e Tossignano, un pattuglione
di gendarmi e guardie nazionali s’era lasciato
sfuggire un «attruppamento armato», dopo aver
invano tentato, per stanarlo, di incendiare gli
umidi canneti.
In questa situazione era urgente completare
almeno il contingente dei militari. Il 21 dicembre, in
assenza di Polfranceschi, il capo di SM dell’Arma
propose al ministro di accettare nella gendarmeria
anche gli analfabeti. Il 9 gennaio 1811, non appena
260

