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TRIBUNA DI STORIA MILITARE



               71 militari (49 fanti e 22 cavalieri). Il 3° leggero di
               Padova ne doveva 12 su 20: per togliersi d’impic-
               cio, il 29 ottobre il colonnello approfittò di una
               visita di Polfranceschi nella sua città natale, per
               invitarlo  in  caserma  a  scegliersi  di  persona  gli
               uomini che voleva.
                    Nonostante l’incorporazione di almeno 129
               militari, il 16 ottobre 1810 gli effettivi dell’arma
               erano saliti, rispetto a febbraio, solo di 73 unità
               (1.553  uomini  con  644  cavalli,  tre  in  meno).
               L’aumento bastava appena per la ventitreesima (e
               ultima)  compagnia  impiantata  in  giugno  in
               Trentino da Polfranceschi e Scotti, con 11 brigate
               (Rovereto, Ala, Pergine, Borgo, Cles, Storo e altre
               5 fra Trento e Bolzano). Inoltre da novembre si
               aggiunse l’occupazione del Canton Ticino, dove
               furono distaccati 36 gendarmi con 27 cavalli.
                    Il brigantaggio era ormai endemico, soprat-
               tutto nella giurisdizione della 2 legione: in marzo
                                             a
               il famigerato Prospero Baschieri (1780-1810) era
               stato sorpreso presso Budrio e trucidato con tutta
               la  banda,  con  successiva  esposizione  delle  teste
               mozzate  a  Bologna:  ma  il  23  novembre,  nelle
               campagne tra Imola e Tossignano, un pattuglione
               di  gendarmi  e  guardie  nazionali  s’era  lasciato
               sfuggire un «attruppamento armato», dopo aver
               invano  tentato,  per  stanarlo,  di  incendiare  gli
               umidi canneti.
                    In questa situazione era urgente completare
               almeno il contingente dei militari. Il 21 dicembre, in
               assenza di Polfranceschi, il capo di SM dell’Arma
               propose al ministro di accettare nella gendarmeria
               anche gli analfabeti. Il 9 gennaio 1811, non appena

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