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TRIBUNA DI STORIA MILITARE



               ausiliari l’alta paga (diaria di cent. 20 per quelli a piedi e 25 per quelli a cavallo),
               gravata da una ritenuta di cent. 5 (poi abolita) in aumento della massa di bian-
               cheria e calzatura. A quest’ultima era assegnato anche un terzo dei premi per
               catture spettanti all’ausiliario.
                    Con circolare del 16 settembre le dotazioni di personale effettivo e ausi-
               liario furono vincolate non più alla compagnia, ma allo squadrone, per ottimiz-
               zarne l’impiego in base alle effettive esigenze.
                    Parte degli ausiliari fu però impiegata per formare le 2 colonne mobili che
               in autunno, per ordine di Napoleone, incrociarono attraverso l’Appennino con
               altre due organizzate in Toscana e nel Lazio dal generale Miollis per liberare dai
               briganti le rotabili Bologna-Firenze e Ancona-Roma. Il 9 dicembre il viceré rife-
               riva all’imperatore che l’ordine era stato ristabilito e Miollis aveva chiesto di riti-
               rare le colonne mobili italiane, tranne 60 cavalleggeri che gli occorrevano anco-
               ra fino a primavera. Furono intensificati anche i controlli sui due lati del confine
               italo-francese e il decreto del 19 ottobre regolò i casi in cui la gendarmeria
               imperiale e quella reale potevano sconfinare per inseguimenti e catture.


               n. Il ruolo dei militari idonei per la gendarmeria (28 novembre 1811)


                    Con i 560 ausiliari rimasti, Il 1° novembre 1811 gli effettivi della gendar-
               meria toccarono il massimo storico di 2.052 uomini (inclusi 91 ufficiali), con
               463 cavalli. Dei 1.961 sottufficiali e gendarmi, 92 erano al deposito d’istruzione,
               18 addetti all’arsenale di Venezia, 371 nei depositi di compagnia e 1.480 nelle
               brigate.
                    Con circolare del 28 novembre il ministro della guerra Achille Fontanelli
               (1775-1837) ordinò ai corpi di linea di formare due ruoli distinti degli «individui
               suscettibili di passare alla guardia reale» e degli «idonei per la gendarmeria».
               Unico  requisito  comune  era  la  «condotta  irreprensibile»;  differivano  infatti
               altezza (m. 1.75 per la guardia e 1.73 per la gendarmeria) e costituzione fisica
               («sana» per la guardia, «robusta» per la gendarmeria). Per la guardia occorrevano
               inoltre «bella presenza», 2 anni di servizio e 1 campagna; per la gendarmeria 2
               campagne (e 5 anni di servizio per gli analfabeti) e la nazionalità italiana (erano
               ammessi però anche i francesi con gli anni di servizio occorrenti per la natura-

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