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TRIBUNA DI STORIA MILITARE
Il 3 giugno il ministro Prina scrisse al collega della guerra di essere contra-
rio all’impiego delle squadriglie di finanza per la caccia ai refrattari e disertori,
sia per non distogliere forze dalla lotta al contrabbando, sia perché i gendarmi
li usavano per cavare le castagne dal fuoco, con il risultato che gli inesperti
finanzieri finivano poi tutti incriminati per gli abusi commessi durante gli arre-
sti.
Un decreto del 4 febbraio 1808 riconobbe il soldo ordinario anche ai gen-
darmi rinviati a giudizio, purché non detenuti. Il 17 giugno il ministro autorizzò
i consigli d’amministrazione delle compagnie sotto organico (e perciò con asse-
gni ridotti) a impiegare per spese d’ufficio l’intera somma che sarebbe loro spet-
tata se fossero state al completo. Il 5 aprile 1809 la verifica mensile della conta-
bilità fu estesa anche alla consistenza delle dotazioni di materiale («effetti») e il
24 luglio il ministero diramò le «tariffe» del vestiario.
In una lettera del febbraio 1808 a Marzia Martinengo Cesaresco (1781-
1859), Ugo Foscolo scriveva di aver ottenuto dal capo di S. M. della gendarme-
ria (il piemontese Luigi Rivaira) di soprassedere all’arresto di un congiunto del-
l’ispiratrice dei Sepolcri, che, terminata una licenza di convalescenza, non aveva
fatto rientro al corpo (guardia reale). Ma ammoniva a non esagerare, perché “i
capitani e i comandanti de’ gendarmi non guardano in faccia né a Cristo né a
Giuda”.
f. La nuova organizzazione del 12 marzo e del 2 agosto 1808
Il decreto del 12 marzo 1808 sanzionò la costituzione delle nuove compa-
gnie del Veneto avvenuta dopo l’annessione, aumentando di 1/3 il numero dei
comandi (da 4 a 6 squadroni e da 13 a 19 compagnie, più il deposito d’istruzio-
ne) e di ¼ quello degli ufficiali (da 70 a 88), ma riducendo l’organico totale del
18% (da 1.941 a 1.593), in modo da adeguarlo agli effettivi; talmente esigui, che
in Istria non fu possibile stabilire un presidio di gendarmeria. Da notare che il
comando della compagnia dell’Adriatico (Venezia) fu stabilito a Palazzo Ziani,
lungo la Fondamenta di San Lorenzo nel sestiere di Castello, poi divenuto (dal
1940) sede della Questura.
Il decreto mutò poi il titolo dei comandi superiori da “reggimenti” a
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