Page 258 - Rassegna 2017-2
P. 258

TRIBUNA DI STORIA MILITARE



                    Il 3 giugno il ministro Prina scrisse al collega della guerra di essere contra-
               rio all’impiego delle squadriglie di finanza per la caccia ai refrattari e disertori,
               sia per non distogliere forze dalla lotta al contrabbando, sia perché i gendarmi
               li usavano per cavare le castagne dal fuoco, con il risultato che gli inesperti
               finanzieri finivano poi tutti incriminati per gli abusi commessi durante gli arre-
               sti.
                    Un decreto del 4 febbraio 1808 riconobbe il soldo ordinario anche ai gen-
               darmi rinviati a giudizio, purché non detenuti. Il 17 giugno il ministro autorizzò
               i consigli d’amministrazione delle compagnie sotto organico (e perciò con asse-
               gni ridotti) a impiegare per spese d’ufficio l’intera somma che sarebbe loro spet-
               tata se fossero state al completo. Il 5 aprile 1809 la verifica mensile della conta-
               bilità fu estesa anche alla consistenza delle dotazioni di materiale («effetti») e il
               24 luglio il ministero diramò le «tariffe» del vestiario.
                    In una lettera del febbraio 1808 a Marzia Martinengo Cesaresco (1781-
               1859), Ugo Foscolo scriveva di aver ottenuto dal capo di S. M. della gendarme-
               ria (il piemontese Luigi Rivaira) di soprassedere all’arresto di un congiunto del-
               l’ispiratrice dei Sepolcri, che, terminata una licenza di convalescenza, non aveva
               fatto rientro al corpo (guardia reale). Ma ammoniva a non esagerare, perché “i
               capitani e i comandanti de’ gendarmi non guardano in faccia né a Cristo né a
               Giuda”.


               f. La nuova organizzazione del 12 marzo e del 2 agosto 1808


                    Il decreto del 12 marzo 1808 sanzionò la costituzione delle nuove compa-
               gnie del Veneto avvenuta dopo l’annessione, aumentando di 1/3 il numero dei
               comandi (da 4 a 6 squadroni e da 13 a 19 compagnie, più il deposito d’istruzio-
               ne) e di ¼ quello degli ufficiali (da 70 a 88), ma riducendo l’organico totale del
               18% (da 1.941 a 1.593), in modo da adeguarlo agli effettivi; talmente esigui, che
               in Istria non fu possibile stabilire un presidio di gendarmeria. Da notare che il
               comando della compagnia dell’Adriatico (Venezia) fu stabilito a Palazzo Ziani,
               lungo la Fondamenta di San Lorenzo nel sestiere di Castello, poi divenuto (dal
               1940) sede della Questura.
                    Il  decreto  mutò  poi  il  titolo  dei  comandi  superiori  da  “reggimenti”  a

               256
   253   254   255   256   257   258   259   260   261   262   263