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CARABINIERI NELLA “TORMENTA”. L’ESPERIENZA DEI COMPORTAMENTI
Un giorno dall’ospedale venne un’infermiera o una crocerossina.
Chiamandola ‘mamma, mamma!’ le si buttò contro, alzandosi dal letto, piangen-
do e baciandola. Quella scena, riuscita bene, gli giovò al riconoscimento del suo
stato di infermità.
Per tre o quattro giorni, durante intere ore, rimaneva come mezzo paraliz-
zato, con gli occhi sbarrati, lanciando altissimi e improvvisi urli. Con nessuno
temeva di tradirsi, tranne che con me, come mi confidò il giorno della sua par-
tenza. La sua era una prova dura e pericolosissima. Gli andò bene e perciò fu
bravo” .
(10)
Il brigadiere Angelo Colavito fu trasferito e perseguitato a Dachau per
punirlo della reazione che aveva avuto contro una SS che maltrattava altri pri-
gionieri. Questo tipo di comportamento doveva essere in qualche modo con-
naturato al rapporto sociale che i Carabinieri tendevano ad avere con gli altri,
privilegiando la morale sulla convenienza e il coraggio sulla viltà. Anche un altro
militare dell’Arma, l’appuntato Vincenzo Pinna si ritenne chiamato ad interve-
nire in una circostanza simile: un gesto generoso che gli valse per punizione più
di un mese in una cella di rigore che aveva il pavimento sommerso da venti cen-
timetri d’acqua.
Il Carabiniere Gino Passeri, invece, dovette subire vari mesi di maltratta-
menti finalizzati in un campo di disciplina perché aveva reagito a un’offesa rice-
vuta da un dirigente della fabbrica dove era stato destinato a lavorare.
In altra occasione si è già ricordato che il Maggiore Vestuti aveva salvato
la bandiera dell’Arma, riuscendo a tenerla nascosta fino alla Liberazione, ma
pare giusto non dimenticare che anche altri Carabinieri assunsero su di sé l’im-
pegno morale di salvare vessilli e insegne anche di reparto, per evitare che
cadessero nelle mani del nemico.
Tra costoro si può ricordare il tenente Astorre Astori, aiutante maggiore
dell’XI° Battaglione Carabinieri Mobilitato, cui era stato affidato il gagliardetto
del reparto per riconsegnarlo ai superiori rientrando in Italia dai Balcani. Ma
l’ufficiale venne catturato dai Tedeschi al momento dell’armistizio e internato
sino alla fine della guerra in diversi campi di concentramento dell’Europa cen-
trale.
(10) - ACC, 9, 486, “Il comportamento dei Carabinieri, ecc.”, pag. 2.
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