Page 219 - Rassegna 2017-2
P. 219
CARABINIERI NELLA “TORMENTA”. L’ESPERIENZA DEI COMPORTAMENTI
un glorioso episodio, che ebbe la sua necessaria premessa il giorno prima,
quando nel lager cecoslovacco di Odolena Voda un piccolo gruppo di loro,
guidati da Leo Barattini - un giovane sottotenente milanese dell’Arma - disar-
marono le sentinelle e poi anche gli altri tedeschi del lager e del paese, così
che a sera l’ufficiale ebbe ai suoi ordini una banda italo-slovacca forte di cin-
quanta fucili.
Nello stesso giorno, prevenendo l’arrivo dei russi, era insorta la città di
Praga. Riportiamo per il seguito dalla relazione del Carabiniere Sergio Fadda:
“All’indomani l’atmosfera si era fatta più pesante. Gli avvenimenti precipitava-
no. Le notizie della rivolta di Praga si succedevano a ritmo accelerato. Il tenente
decise d’agire per disturbare la ritirata del nemico. Divise quei cinquanta uomini
armati di fucili e di pistole, in squadre di pochi uomini ciascuna, con l’incarico
di sparare sulle colonne tedesche in ritirata. La squadra del tenente Barattini era
composta di cinque uomini, dei quali ricordo i carabinieri Botto, Negri ed altri
due militari dell’Arma a me sconosciuti.
Ad un tratto si vide arrivare un camion tedesco carico di uomini, seguito
a breve distanza da un altro, pure carico di armati. Il tenente diede ordine di
iniziare il fuoco. Ai primi colpi i tedeschi si fermarono, disponendosi in ordine
di combattimento.
La nostra possibilità di offesa scemava di minuto in minuto, a causa della
scarsezza di munizioni. Ad un tratto vedemmo balzare il tenente Barattini dal
suo rifugio, seguito dai carabinieri, e correre carponi contro il nemico. L’atto
temerario era seguito da noi con ansietà.
Il fuoco nemico si faceva più rabbioso contro di lui, ma egli continuava,
sparando, ad avanzare. Cadde, colpito a morte, il carabiniere Botto, mentre
udivo il carabiniere Negri che gridava: ‘Attento, Signor Tenente!’. Poco dopo il
fuoco era diventato infernale.
Le nostre armi, ormai scariche, erano inservibili. Vidi ancora il tenente
Barattini sollevarsi quasi per lanciare un atto di sfida al nemico, e gridargli sulla
faccia: ‘Viva l’Italia!’. Furono le sue ultime parole di fede, perché cadeva poco
dopo colpito a morte sulla scarpata sinistra dell’autostrada che conduce a
Praga” .
(15)
(15) - ACC, 9, 486.
217

