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LA REALE GENDARMERIA ITALIANA 1801-1814


             L’ispettorato di Milano funzionava da direzione centrale di polizia.
                  Il 19 ottobre Porro nominò i commissari, scontentando però i moderati
             che il 3 novembre ottennero la pura e semplice soppressione del ministero,
             assorbito da quello della giustizia retto dal moderato Luosi. Il 27 novembre il
             ministero di polizia fu ripristinato, essendo stata giudicata incostituzionale la
             sua soppressione, ma al posto di Porro fu nominato Fedele Sopransi (1757-
             1825). Dal ministero dipendeva anche il burò di vigilanza, una polizia politica
             segreta in gran parte controllata dal piemontese Francesco Mulazzani e dal fra-
             tello Giovanni. Il corpo di guardia di polizia nazionale presso il ministero e la
             Canabina impegnava un ufficiale e 34 uomini.
                  Escluso dal governo a seguito del rimpasto attuato dal generale Brune
             (1763-1815) il 13 aprile 1798, Sopransi aderì alla cospirazione moderata diretta
             da Trouvé (1768-1860). Al ministero gli subentrò brevemente Diego Guicciardi
             (1756-1837),  passato  il  12  luglio  al  dicastero  dell’interno  e  sostituito  da
             Vincenzo Brunetti (1761-1839). A quest’ultimo subentrò Francesco Visconti
             Aimi  (1770-1808),  arrestato  dai  francesi  il  7  dicembre.  Settimo  e  penultimo
             ministro  fu  l’avvocato  G.  Pioltini,  a  sua  volta  destituito  il  15  aprile  1799  «a
             seguito di vergognosa fuga» e sostituito da Angelo Perseguiti (1761-1826).


             d. Gli uomini d’arme dei comuni (6 ottobre 1796 - 28 marzo 1797)


                  Per fronteggiare la recrudescenza della criminalità comune nelle campa-
             gne  indotta  dalla  guerra,  il  6  ottobre  1796  l’amministrazione  generale  della
             Lombardia ordinò ai comuni di nominare “uomini d’arme”: tre per quelli con
             meno di mille abitanti, cinque per quelli fino a duemila e otto per i più nume-
             rosi. Dovevano avere uniforme verde da cacciatore ed essere armati (ma soltan-
             to in servizio), di fucile e sciabola.
                  Il 31 ottobre gli uomini d’arme furono posti alle dipendenze del commissa-
             riato generale di polizia. Il 18 novembre, constatato che molti comuni non ave-
             vano ancora provveduto a nominare gli uomini d’arme, si stabilì l’obbligo dei
             comuni inadempienti al risarcimento delle vittime dei furti commessi nel loro ter-
             ritorio. Inoltre, la maggior parte dei prescelti per il servizio rifiutava l’arruolamen-
             to, si garantì che sarebbero stati considerati “guardie nazionali di campagna”.

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