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TRIBUNA DI STORIA MILITARE

                              a cura della Società Italiana di Storia Militare









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                                                    Presidente  Onorario  della  Società  Italiana  di  Storia
                                                    Militare,  già  Docente  di  Storia  e  Politica  Navale  e
                                                    Direttore Generale presso il Ministero del Bilancio e
                                                    della Programmazione Economica









             Carabinieri nella “tormenta”. L’esperienza dei comportamenti


                  L’armistizio del settembre 1943 lasciò gli Italiani soli con la loro coscienza
             a decidere la propria condotta; una parte di essi scelse subito - e lo fece secondo
             i sentimenti e le esperienze che aveva - ma nella confusione del momento e nel-
             l’incrociarsi di istanze e richiami contraddittori molti furono tentati di defilarsi e
             di rinviare quanto possibile il momento di una presa di posizione personale. Non
             fu  così  per  quei  Carabinieri,  cui  l’etica  tradizionale  della  lealtà  e  della  fedeltà,
             assorbita nel Corpo, forniva una bussola morale nella notte che scendeva sulla
             patria. Ufficiali, sottufficiali e militari dell’Arma difesero la dignità della nazione
             serenamente, senza discutere il costo della loro condotta. E quando il tragico
             inverno dello scontento e del male dileguò nel sole - come nei primi versi del
             Riccardo III - di una primavera di pace, essi erano pronti a riprendere come prima
             il loro posto al servizio del popolo italiano. Ma durante l’infuriare della bufera, in
             termini di sofferenze e di vite, era stato pagato un prezzo elevato: i Carabinieri
             ebbero 591 caduti, una platea di martiri così ampia da consentire nel respiro di un
             articolo soltanto la citazione di qualche episodio e di qualche nome, in modo che
             ad essi, come richiamo di casi di specie, si possa attribuire valore esemplare.

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