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ALCUNE RIFLESSIONI SULLA GEOPOLITICA


                  Il testamento politico del Cardinale Richelieu, a ben leggerlo, è un capola-
             voro di concreto realismo e analisi in politica estera tanto che alcuni studiosi
             francesi lo considerano in realtà come il vero capostipite del settore, con segua-
             ci del suo pensiero. In Francia però non fu mai usata, fino a pochi anni fa, la
             parola geopolitica che nasce, come sopra ricordato, solo agli inizi del XX secolo
             pur essendo in realtà l’analisi praticata di fatto.
                  Il pensiero francese sulla geopolitica era contro quello dell’imperialismo
             tedesco  e  nella  prima  metà  dl  XX  secolo  Parigi  fu  molto  preoccupata,  con
             ragione, per l’espansionismo di Berlino. Dopo la Prima Guerra mondiale, al
             momento della pace di Versailles, il teorico inglese Mackinder e il militare fran-
             cese Foch si trovarono d’accordo sulla politica di contenimento della potenza
             tedesca,  preparando  un  asse  franco-russo (21)  come  contrappeso  delle  spinte
             espansionistiche tedesche che di sicuro sarebbero riapparse.
                  Timori  giustificati  che  sono  continuati  anche  dopo  la  Seconda  Guerra
             Mondiale e furono una delle ragioni delle gravi limitazioni poste alla sconfitta
             Germania, in quell’ottica di contenimento di quelle spinte costanti della poten-
             za continentale tedesca.
                  Un nuovo elemento da tenere in conto che ha cambiato non poco l’obiet-
             tivo  di  una  parte  di  queste  spinte  o  quantomeno  le  contiene:  è  il  quadro
             dell’Europa Unita, uscita dal ‘Manifesto di Ventotene’ di Altiero Spinelli e dalla
             visione  lungimirante  di  Robert  Schuman.  Nell’analizzare  l’attuale  politica  di
             Bruxelles-Strasburgo  ritroviamo  in  realtà  il  pensiero  di  Mackinder:  l’Europa
             come una heartland del mondo occidentale, che dispone però anche di un mare
             importante, il Mediterraneo, oltre a affacciarsi sugli oceani.
                  È ancora troppo presto per analizzare compiutamente l’influenza duratura
             di una Europa unita con molte difficoltà interne ma certamente nel mondo
             occidentale si pone come un elemento del quale tenere assolutamente conto per
             una politica globalizzata.
                  Rimane un ultimo veloce accenno al pensiero russo sulla geopolitica. La
             Russia in realtà non ha una tradizione di studi nel settore; anzi, il comunismo
             non accettava la nozione di geopolitica.

             (21) - Vedi J. BAINVILLE, Les conséquences politiques de la paix, 1^ edizione 1920, rieditata da Nouvelle
                  Librarie Nationale, 1995, pagg. 20 e ss.

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