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PANORAMA INTERNAZIONALE



                    Se analizziamo la storia, alla fine della prima guerra mondiale, la Russia,
               non più zarista ma bolscevica, fu messa al bando e la Germania, sconfitta, pri-
               vata della sua forza militare. Cioè fu impedita una qualsiasi alleanza, un asse, tra
               i due blocchi terrestri importanti per estensione di territorio e immense risorse
               economiche che avrebbero potuto portare alla costruzione di una forza navale
               tale da consentire il dominio del mondo, cancellando la potenza marittima della
               Gran Bretagna. Quell’asse che si costituì dal 1940 al 1945 e che dimostrò a fine
               conflitto  la  sua  fragilità  quando  Mosca,  contrariamente  a  quanto  stabilito  a
               Yalta,  pose  la  sua  larga  ombra  e  influenza  su  tutta  la  regione  balcanica,  sul
               mondo slavo.
                    Facciamo un salto temporale di quasi cento anni, ignorando il periodo tra le
               due Guerre (con il patto Molotov-Ribbentrop del 1939 di effimera durata), il con-
               flitto e la Germania post bellica divisa in due. Alternando freddezza e amicizia di
               comodo, Germania e Russia continuano a avere interessi geopolitici convergenti e
               l’esigenza di un accordo resta, indipendentemente da alcune questioni politiche sia
               pur di maggior conto. Dopo un lungo recente periodo di freddezza, nel maggio
               2017, di nuovo Russia e Germania sono tornate a parlarsi nell’incontro a Sochi.
               Erano due anni che la Cancelliera Merkel non si recava in Russia: in quell’incontro
               hanno messo l’accento sull’economia (la Germania è, dopo la Cina, il più impor-
               tante partner commerciale di Mosca), che è il fronte principale di battaglia di que-
               sto secolo ma è interessante rivedere e applicare la teoria di MacKinner, elaborata
               appunto un secolo fa. I due leader, Merkel e Putin, sono attualmente divisi da molti
               problemi sensibili come lo status della Crimea, la mancanza di accordi nelle vicende
               del Donbass (tensioni foriere di conflitti locali e anche estesi), ma è evidente che
               Berlino sia molto preoccupata di non poter interagire con i russi (e gli americani,
               anche con i loro dubbi attuali sulla politica del Presidente Trump) nelle decisioni
               che questi ultimi potrebbero prendere, ignorando la stessa Europa, ad esempio sul
               Medio Oriente. La Germania si è posta di nuovo al centro dell’Europa come
               potenza continentale e dialoga, anche se a fasi alterne, con Mosca: la teoria di
               MacKinner è una concreta analisi di fattori geografici non modificabili, ancora
               oggi valida per comprendere alcune mosse degli attuali governanti.
                    Da notare però che quest’autore tenne in conto non solo i fattori geografici
               ma anche quelli storici, iniziando una sorta di pensiero geo-storico che, per altro,

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