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PANORAMA INTERNAZIONALE



                    In futuro non potrà cambiare molto la sua ‘funzione’ di buffer state: mon-
               tuosità e distanza da uno sbocco marittimo ne fanno una situazione consolidata
               nella  geopolitica  internazionale  d’interesse  strategico.  Anche  in  Africa  molti
               stati non hanno accesso al mare e le loro economie risentono profondamente
               di questa situazione geografica. L’America Latina non è esente da esempi di
               stati senza sbocco al mare.
                    E’ ben noto che numerosi Paesi hanno scatenato guerre di varia intensità
               per arrivare al mare, per la conquista di un porto o anche per allargare la propria
               costa territoriale. E’ storicamente chiaro il recente caso dell’Iraq: quando invase
               il Kuwait, Saddam Hussein desiderava avere una costa marina più estesa per
               avere altri pozzi di petrolio e migliorare il proprio commercio, non solo per
               desiderio di potenza di fronte a un Iran, padrone del Golfo Persico e sentinella
               dello Stretto di Hormuz. Non per nulla nella estrema punta della penisola di
               Musandam (omanita) che è dirimpettaia del porto iraniano di Bandar Abbas c’è
               una importante base statunitense: attraverso Hormuz passa il più importante
               traffico di greggio del settore e commerciale di vario genere.
                    Anche la Siria, che pure ha accesso al mare, da sempre vorrebbe recupe-
               rare il litorale del Libano, nel ricordo della ‘Grande Siria’ e la regione dell’Hatay,
               ormai turca da prima della seconda guerra mondiale, con il prospero porto di
               Iskenderun  (ex  Alessandretta),  una  volta  sbocco  importante  per  le  merci  di
               Aleppo verso il Mediterraneo e l’Europa, oggi importante base militare navale
               turca usata anche dalle forze dell’Alleanza Atlantica.
                    La Giordania è senza coste marine e potrebbe avere tensioni espansioni-
               stiche verso Israele anche se, geograficamente parlando, potrebbe vedere pos-
               sibili  spinte  sull’Iraq:  comunque  ambedue  queste  strade  sono…impraticabili
               allo stato attuale. A Amman resta più vicino in realtà il Mediterraneo ma salvo
               cambiamenti  profondi  dei  confini  attuali,  la  dinastia  hashemita  difficilmente
               arriverà al mare.
                    In Medio Oriente sono, quindi, molteplici le tensioni di questo tipo, nono-
               stante molti stati abbiano l’accesso al mare così come sono tradizionali le spinte
               secolari della Russia, grande Paese continentale ma aperto solo su mari freddi,
               per arrivare con la propria flotta, ai mari caldi, cioè al Mediterraneo, e alle coste
               dell’Africa settentrionale, con il favore della Turchia, che domina i Dardanelli.

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