Page 195 - Rassegna 2017-2
P. 195

ALCUNE RIFLESSIONI SULLA GEOPOLITICA


                  Per tornare alla teoria della geopolitica, non possiamo però dimenticare
             che le terre esistono e a loro volta sono i confini del mare così come il mare
             rappresenta i confini delle terre… sembra elementare ma non lo è in analisi
             geopolitica. Nel 1904, in un articolo sul Geographical Journal , l’ammiraglio bri-
                                                                     (10)
             tannico Halford J. Mackinder, che insegnava alla London School of  Economics and
             Political Science, introdusse il concetto di ‘centro geografico’ come epicentro dei
             fenomeni geopolitici e attorno a questo epicentro, nella sua concezione, si arti-
             colano le dinamiche geopolitiche del mondo, una heartland, che egli individua
             nell’Eurasia:  ma  questo  ‘cuore’  del  mondo’  non  può  venire  raggiunto  dalla
             potenza marittima.
                  La  parte  più  interna  di  questo  ‘cuore’  si  trova  in  Russia,  che  secondo
             Mackinder, occupa nell’insieme del mondo la stessa posizione strategica centra-
             le che la Germania occupa in Europa … e aggiungerei, con le stesse dinamiche
             attuali di proiezione esterna.
                  Mackinder  vede  in  realtà  tre  cerchi  concentrici  che  riguardano  le  terre
             emerse. L’heartland è cinturata da ostacoli naturali che la proteggono e questi
             territori sono indicati nella quasi spopolata Siberia, nell’Himalaya, nel deserto
             del Gobi, nel Tibet, tutte terre che vengono indicate come le ‘terre interne’, the
             inner crescent.
                  Intorno  a  queste  si  estende  il  grande  cerchio  delle  cosiddette  coastland:
             Europa occidentale, Medio Oriente, Asia meridionale e orientale. Sono inoltre
             trattati  due  sistemi  insulari,  oltre  i  possibili  ostacoli  posti  dal  mare,  la  Gran
             Bretagna e il Giappone considerati come teste di ponte di un ‘crescente’ più
             lontano al quale appartengono gli Stati Uniti.
                  Mackinder considera che i fenomeni geopolitici sono spiegabili se si parte
             da quello che egli considera il punto centrale che si oppone ai cerchi concentrici
             che lo circondano: chi detiene l’Europa orientale, detiene la terra centrale; chi
             tiene  la  terra  centrale  domina  l’isola  mondiale;  chi  domina  l’isola  mondiale,
             domina il mondo. All’epoca Mackinder pensava a un’ipotetica alleanza tra la
             Russia e la Germania, un’alleanza che avrebbe poi concretato quella che egli
             chiamava l’isola mondiale dominante il globo, the World Island.

             (10) - Scritto  in  un  articolo  pubblicato  nel  Geographical  Journal (1904),  ripreso  in  Stratégique,
                  Fondation pour les E’tudes de defense nationale, 1992-1993, n. 55.

                                                                                     193
   190   191   192   193   194   195   196   197   198   199   200