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PANORAMA INTERNAZIONALE



                    Siamo  alla  fine  del  XIX  secolo.  La  rivalità  espansionistica  della  Gran
               Bretagna che controllava le Indie e gli oceani si scontrava con lo stesso preciso
               obiettivo della Russia che andava verso i mari caldi ma le zone tampone erano
               quelle che rappresentavano appunto le rimland, Persia e Afghanistan, secondo
               la teoria di Spykman. E, in effetti, questi due territori hanno, nel passato, eser-
               citato questa funzione. La Persia (Iran dal 1932) non l’assolve più ai nostri gior-
               ni, presentandosi al contrario come territorio centrale ma con un importante
               sbocco al mare e il dominio assoluto di uno stretto strategico, Hormuz. Inoltre,
               tende a dominare almeno parte del mondo musulmano, quello sciita, che pur
               essendo in minoranza, è riuscito a avere la prevalenza anche l’Iraq, dove in que-
               sto periodo il governo è sciita.
                    Seguiva le teorie di MacKinner e Spykman, l’antico consigliere del presi-
               dente degli Usa Carter, lo scrittore e analista Zbigniew Brzezinsky (16)  il quale
               indicò che gli Stati Uniti non possono rimanere la superpotenza globale e unica
               se non riescono a isolare la Russia nella sua influenza territoriale: la massa eura-
               siatica deve essere isolata. Su quali elementi deve poggiare la supremazia statu-
               nitense per restare tale? Ebbene l’elemento principe deve essere il potere sulla
               zona  che  circonda  la  heartland:  le  zone  occidentali,  meridionali  e  orientali
               dell’Eurasia. Nel pensiero di Brzezinsky l’Alleanza Atlantica avrebbe proprio
               quest’obiettivo, di controllare la zona occidentale utilizzando la Turchia, stato
               chiave di enorme importanza come ponte verso l’Eurasia, appunto, con la sua
               doppia identità di paese europeo e asiatico. E tale deve rimanere in una strategia
               di controllo della zona occidentale. Per la regione asiatica, che è quella ancora
               di maggior interesse per gli USA, l’influenza resta importante in Giappone e
               nella Corea del Sud ma attualmente occorre che la Cina si allei con Washington,
               proprio per il mantenimento del vero predominio su quel settore strategico.
                    Nei suoi studi Brzezinsky ha sempre sottolineato come occorra evitare che
               il  predominio  russo  si  consolidi  nella  zona  centrale  del  mondo  occidentale,
               anche se in realtà poteva consentire, come nel passato, una relativa stabilità negli
               europei Balcani. In estrema sintesi, la strategia che proponeva per l’Eurasia era
               di concentrarsi sull’Ucraina, per staccarla dalla Russia creando a Mosca difficoltà
               per l’accesso al Mar Nero, ai mari caldi e al Medio Oriente, e sul Mar Caspio,
               (16) - The Grand Chessboard, Harper & Collins Publishers, New York-London, 1997.

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