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LA GIURISPRUDENZA DELLA CORTE DI GIUSTIZIA DELL’UNIONE EUROPEA
IN TEMA DI AMBIENTE
dare esecuzione alla sentenza Commissione/italia (C 135/05, eu:C:2007:250),
è venuta meno agli obblighi ad essa incombenti in forza dell’articolo 260, para-
grafo l, tFue. La repubblica italiana è condannata a versare alla Commissione
europea, sul conto «risorse proprie dell’unione europea», a partire dal giorno
di pronuncia della presente sentenza e fino all’esecuzione della sentenza
Commissione/italia (eu:C:2007:250), una penalità semestrale calcolata, per il
primo semestre successivo alla presente sentenza, alla fine di quest’ultimo, a
partire da un importo iniziale fissato in eur 42 800 000, dal quale saranno
detratti eur 400 000 per ciascuna discarica contenente rifiuti pericolosi messa
a norma conformemente a detta sentenza ed eur 200 000 per ogni altra disca-
rica messa a norma conformemente a detta sentenza. per tutti i semestri suc-
cessivi, la penalità dovuta per ciascun semestre sarà calcolata, alla fine dello stes-
so, a partire dall’importo della penalità stabilita per il semestre precedente,
applicando le predette detrazioni per le discariche oggetto dell’inadempimento
constatato messe a norma nel corso del semestre. La repubblica italiana è con-
dannata a versare alla Commissione europea, sul conto «risorse proprie
dell’unione europea», la somma forfettaria di eur 40 milioni”.
d. Il principio “chi inquina paga”
altro principio, forse anche il più noto, è quello “chi inquina paga”.
previsto nel primo programma d’azione in materia ambientale del 22 novembre
1973 e nella raccomandazione del Consiglio del 3 marzo 1975 sull’imputazione
dei costi e l’intervento dei pubblici poteri in materia d’ambiente, è stato inserito
nel testo del trattato Ce tramite l’atto unico europeo.
si tratta di un criterio di allocazione dei costi ambientali di prevenzione, ma
anche della riparazione del danno all’ambiente all’interno del processo economi-
co-produttivo attraverso l’imputazione del danno al soggetto che ha effettivamen-
te causato una situazione inquinante. è, quindi, finalizzato sia ad un’azione sia pre-
ventiva (incoraggiando le attività eco-compatibili e facendo divieto di attribuire
finanziamenti ai soggetti che svolgono attività inquinanti), sia ad un’azione succes-
siva (dopo la concreta verificazione del danno, attraverso l’attribuzione della
responsabilità del comportamento secondo un rapporto di consequenzialità).
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