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LA GESTIONE DELLE CRISI INTERNAZIONALI NELLA DOTTRINA DELL’UNIONE EUROPEA

      in occasione del consiglio europeo del 14 dicembre 2007 in Lisbona, i
capi di stato e di governo avevano incaricato l’allora segretario generale /
alto rappresentante Javier solana di predisporre un documento di revisione
della strategia europea di sicurezza. tale documento è stato presentato in
occasione del consiglio affari generali e relazioni esterne dei primi di dicem-
bre 2008 e successivamente approvato dal consiglio europeo dell’11 e 12
dicembre 2008.

      L’aggiornamento della strategia europea di sicurezza del 2003, pur pren-
dendo le mosse dalla precedente versione, approfondì una serie di nuove sfide
per l’europa: le conseguenze della debolezza degli stati (“failing states”), la cri-
minalità, la pirateria, le sofferenze diffuse, l’immigrazione illegale, la vulnerabi-
lità energetica, il riscaldamento globale e la degradazione ambientale, i disordini
finanziari, ecc..

      nel documento, particolare attenzione venne dedicata ai rischi legati alle
sfide della proliferazione delle armi di distruzione di massa, del terrorismo e del
crimine organizzato, della sicurezza energetica e dei cambiamenti climatici. si
prese infatti atto di come la minaccia legata alla proliferazione delle armi di
distruzione di massa fosse cresciuta negli ultimi cinque anni e non fosse soltan-
to legata al rischio di utilizzo di tali strumenti da parte degli stati, ma anche da
parte delle organizzazioni terroristiche. rispetto al contrasto di queste ultime
vennero individuati quattro ambiti operativi: prevenzione del fondamentalismo
e del reclutamento di potenziali terroristi, protezione dei potenziali obiettivi,
ricerca dei potenziali terroristi e reazione in seguito ad un attacco.

      nel quadro di una società moderna sempre più dipendente dalle infra-
strutture informatiche, venne inoltre dedicata una particolare attenzione al
rischio di attacchi informatici.

      in tema di sicurezza energetica si pose l’accento da un lato sull’opportu-
nità di differenziare le fonti e di sviluppare un mercato unico europeo dell’ener-
gia e dall’altro si evidenziò l’importanza di politiche adeguate verso i principali
fornitori di petrolio e gas nonché verso i paesi attraversati da infrastrutture fina-
lizzate all’approvvigionamento del continente.

      Venne infine messo in evidenza il problema dei mutamenti climatici, a cui
l’evoluzione di quegli ultimi anni aveva attribuito una particolare urgenza.

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