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LA GESTIONE DELLE CRISI INTERNAZIONALI NELLA DOTTRINA DELL’UNIONE EUROPEA
5. La situazione odierna
oggi l’unione europea opera per assicurare un elevato livello di coopera-
zione in tutti i settori delle relazioni internazionali al fine di:
- salvaguardare i suoi valori, i suoi interessi fondamentali, la sua sicurezza,
la sua indipendenza e la sua integrità;
- consolidare e sostenere la democrazia, lo stato di diritto (rule of law), i
diritti dell’uomo (human rights) ed i principi del diritto internazionale;
- preservare la pace, prevenire i conflitti e rafforzare la sicurezza interna-
zionale, conformemente agli obiettivi ed ai principi della carta delle nazioni
unite, nonché ai principi dell’atto finale di Helsinki(4) (1° agosto 1975) ed agli
obiettivi della carta di parigi (19-21 novembre 1990 - incontro dei capi di stato
e di governo partecipanti alla conferenza sulla sicurezza e la cooperazione in
europa “csce” poi evoluta in “osce” ), compresi quelli relativi alle frontiere
esterne;
- favorire lo sviluppo sostenibile dei paesi in via di sviluppo sul piano eco-
nomico, sociale ed ambientale, con l’obiettivo primo di eliminare la povertà;
- incoraggiare l’integrazione di tutti i paesi nell’economia mondiale, anche
attraverso la progressiva abolizione delle restrizioni agli scambi internazionali;
- contribuire all’elaborazione di misure internazionali volte a preservare e
migliorare la qualità dell’ambiente e la gestione sostenibile delle risorse naturali
mondiali, al fine di assicurare lo sviluppo sostenibile;
- aiutare le popolazioni, i paesi e le regioni colpiti da calamità naturali o
provocate dall’uomo;
(4) - dal luglio 1973 al luglio 1975 si svolsero (a Helsinki e ginevra) le trattative per l’elaborazione
dell’atto finale di Helsinki, sottoscritto dai capi di stato e di governo dei 35 paesi il 1 agosto
1975. a questo insieme di riunioni venne dato il nome di conferenza sulla sicurezza e la
cooperazione in europa (csce). gli stati firmatari dell’atto Finale furono tutti i paesi euro-
pei, esclusa l’albania (che lo ha sottoscritto nel 1990), e comprese le due germanie, la santa
sede e il principato di monaco, nonché gli stati uniti d’america e il canada. L’atto Finale si
divide in tre sezioni, che raggruppano le principali questioni in oggetto dei negoziati dei tre
anni precedenti: sicurezza; cooperazione economica, scientifica, tecnica e ambientale; diritti
umani. esso non costituisce un accordo internazionale vero e proprio e, pertanto, non è stato
oggetto, così come i documenti finali dei successivi vertici di parigi del 1990 e di Helsinki del
1992, di ratifica da parte dei singoli parlamenti nazionali.
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