Page 156 - Rassegna 2-2016
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LA GESTIONE DELLE CRISI INTERNAZIONALI NELLA DOTTRINA DELL’UNIONE EUROPEA

5. La situazione odierna

      oggi l’unione europea opera per assicurare un elevato livello di coopera-
zione in tutti i settori delle relazioni internazionali al fine di:

      - salvaguardare i suoi valori, i suoi interessi fondamentali, la sua sicurezza,
la sua indipendenza e la sua integrità;

      - consolidare e sostenere la democrazia, lo stato di diritto (rule of law), i
diritti dell’uomo (human rights) ed i principi del diritto internazionale;

      - preservare la pace, prevenire i conflitti e rafforzare la sicurezza interna-
zionale, conformemente agli obiettivi ed ai principi della carta delle nazioni
unite, nonché ai principi dell’atto finale di Helsinki(4) (1° agosto 1975) ed agli
obiettivi della carta di parigi (19-21 novembre 1990 - incontro dei capi di stato
e di governo partecipanti alla conferenza sulla sicurezza e la cooperazione in
europa “csce” poi evoluta in “osce” ), compresi quelli relativi alle frontiere
esterne;

      - favorire lo sviluppo sostenibile dei paesi in via di sviluppo sul piano eco-
nomico, sociale ed ambientale, con l’obiettivo primo di eliminare la povertà;

      - incoraggiare l’integrazione di tutti i paesi nell’economia mondiale, anche
attraverso la progressiva abolizione delle restrizioni agli scambi internazionali;

      - contribuire all’elaborazione di misure internazionali volte a preservare e
migliorare la qualità dell’ambiente e la gestione sostenibile delle risorse naturali
mondiali, al fine di assicurare lo sviluppo sostenibile;

      - aiutare le popolazioni, i paesi e le regioni colpiti da calamità naturali o
provocate dall’uomo;

(4) - dal luglio 1973 al luglio 1975 si svolsero (a Helsinki e ginevra) le trattative per l’elaborazione
      dell’atto finale di Helsinki, sottoscritto dai capi di stato e di governo dei 35 paesi il 1 agosto
      1975. a questo insieme di riunioni venne dato il nome di conferenza sulla sicurezza e la
      cooperazione in europa (csce). gli stati firmatari dell’atto Finale furono tutti i paesi euro-
      pei, esclusa l’albania (che lo ha sottoscritto nel 1990), e comprese le due germanie, la santa
      sede e il principato di monaco, nonché gli stati uniti d’america e il canada. L’atto Finale si
      divide in tre sezioni, che raggruppano le principali questioni in oggetto dei negoziati dei tre
      anni precedenti: sicurezza; cooperazione economica, scientifica, tecnica e ambientale; diritti
      umani. esso non costituisce un accordo internazionale vero e proprio e, pertanto, non è stato
      oggetto, così come i documenti finali dei successivi vertici di parigi del 1990 e di Helsinki del
      1992, di ratifica da parte dei singoli parlamenti nazionali.

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