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LA GESTIONE DELLE CRISI INTERNAZIONALI NELLA DOTTRINA DELL’UNIONE EUROPEA
•• indicare il tipo di contributo, singole professionalità o di unità
integrate;
•• individuare peculiari funzioni o capacità tra i contributi offerti (ad esem-
pio per la difesa dell’ambiente o della salute pubblica …);
•• conoscere eventuali vincoli all’impiego dei contributi;
• quantitativi, al fine di confermare la possibilità di riscontrare i due
dispiegamenti ipotizzati nel consiglio di Feira;
- conferenza dei capi delle polizie (tenutasi a Bruxelles il 10 maggio 2001);
- conferenza del comitato ministeriale sulle capacità di polizia (tenutasi
pure a Bruxelles il 19 novembre 2001) ove, tra l’altro, i risultati del questionario
confermarono le ipotesi quantitative del dispiegamento;
- implementazione del police action plan attraverso:
• concetti di command and control delle operazioni di polizia a livello strate-
gico ed operativo;
• organizzazione per assicurare l’interoperabilità delle Forze di polizia
(equipaggiamento, supporto logistico-amministrativo, terminologia comune e
guidelines for international policing);
• un programma comune di addestramento per gli ufficiali di polizia per
la gestione delle crisi.
La raccolta dei dati qualitativi e quantitativi, le verifiche e le attività man
mano avviate consentirono di:
- dimostrare:
• la copertura completa dell’intero spettro delle capacità richieste per le
differenti missioni indicate a nizza e göteborg;
• la volontà di alcuni stati membri di impiegare unità integrate di polizia;
• la presenza di vincoli particolari di impiego dei contributi;
- confermare la priorità delle problematiche di polizia sugli altri aspetti
civili di gestione delle crisi;
- definire le strutture organizzative;
- approfondire gli aspetti legati ai due scenari individuati nel consiglio di
nizza;
- perfezionare i documenti relativi al comando e controllo, adde-
stramento e interoperabilità;
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