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LA GESTIONE DELLE CRISI INTERNAZIONALI NELLA DOTTRINA DELL’UNIONE EUROPEA

Policy (pesc-cFsp) comprende la politica europea di sicurezza e difesa
(pesd) ed è l’insieme delle azioni finalizzate al perseguimento dei principali
obiettivi di politica estera dell’ue fra cui vi sono gli obiettivi di sicurezza da per-
seguire fuori dai confini dell’unione. tali politiche sono state introdotte dai
trattati di maastricht (1992), amsterdam (1997) e nizza (2001). Questi trattati,
secondo l’impostazione politica antecedente al trattato di Lisbona (2009), ave-
vano originato il «secondo pilastro» dell’ue, un ambito in cui si decidevano le
azioni da intraprendere tramite accordi intergovernativi e in cui il parlamento e
la commissione svolgevano un ruolo marginale.

      Le decisioni in questo campo erano prese per consenso e gli stati membri
erano liberi di astenersi. nonostante il trattato di Lisbona abbia eliminato i
“pilastri” dalla struttura dell’ue, lo stesso non ha cambiato le modalità con cui
vengono prese le decisioni in materia di sicurezza e difesa. tuttavia, esso ha
cambiato la denominazione della politica, da pesd a psdc: politica di
sicurezza e difesa comune (csdp - Common Security and Defence Policy). Ha inol-
tre messo in evidenza il profilo della pesc con la creazione della figura
dell’alto rappresentante (ar-Hr) dell’ue per gli affari esteri e la politica di
sicurezza (1º dicembre 2009) che è anche vicepresidente della commissione
europea. il suo compito è di rappresentare il parere collettivo dell’ue e di agire
in nome dell’unione in seno alle organizzazioni internazionali e nelle conferen-
ze internazionali, favorendo a livello politico/strategico il coordinamento del-
l’azione diplomatica e di quelle della commissione europea e del consiglio
dell’ue.

      L’ar/Hr per l’ue è assistito da numerosi funzionari ue e nazionali ed
entità (vds. successivo paragrafo 5) che formano il servizio europeo per
l’azione esterna-seae (European Esternal Action Service-EEAS), ovvero il ser-
vizio diplomatico dell’ue. sostanzialmente, l’obiettivo della politica estera
dell’ue è di garantire sicurezza, stabilità, democrazia e rispetto dei diritti
umani non solo nelle immediate vicinanze (ad esempio nei Balcani), ma anche
nei punti critici del pianeta, come in africa, nel medio oriente e nel caucaso. i
suoi strumenti principali sono azioni di «potere morbido» (soft power), quali mis-
sioni di osservazione elettorale, aiuti umanitari e assistenza allo sviluppo, oltre
a missioni di gestione delle crisi vere e proprie.

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