Page 84 - Rassegna 1-2016
P. 84
STUDI GIURIDICI
Mentre la conoscenza tacita è quella che risiede nella mente delle persone
e in quanto tale difficilmente comunicabile, quella esplicita è la parte esprimibile
e facilmente trasmissibile tra diversi soggetti attraverso un linguaggio formale.
La conoscenza tacita è a sua volta composta da due dimensioni: la prima è quel-
la tecnica che comprende l’insieme di abilità, di forze informali e difficili da
cogliere, che sono identificati con il “know-how” di un’attività; la seconda è
quella cognitiva che è rappresentata dall’insieme degli schemi, modelli mentali
e credenze relative alla realtà e al mondo circostante. Questi due tipi di cono-
scenza non si possono considerare come separate tra loro, bensì come comple-
mentari che interagiscono e si confrontano tra loro in virtù delle relazioni reci-
proche fra le persone. Questa interazione reciproca può essere chiamata «con-
versione di conoscenza(8)».
Come già spiegato, si tratta di un processo «sociale» che consiste nel por-
tare la conoscenza tacita, cioè interiore di ciascun individuo, acquisita attraverso
le proprie esperienze, verso una dimensione aziendale, che permetta di consi-
derarle patrimonio cognitivo e utilizzarle come tale. Si generano così quattro
modalità di conversione della conoscenza:
- socializzazione, dalla conoscenza tacita alla conoscenza tacita;
- esteriorizzazione, dalla conoscenza tacita alla conoscenza esplicita;
- combinazione, dalla conoscenza esplicita alla conoscenza esplicita;
- interiorizzazione, dalla conoscenza esplicita alla conoscenza tacita.
2.4 Modello S.E.C.I.
La socializzazione rappresenta un processo di condivisione di conoscenza
tacita e di esperienze tra persone che si trovano nello stesso contesto sociale.
Poiché la conoscenza tacita non è codificabile, questo può avvenire solo attra-
verso il contatto diretto, basato sulla cooperazione e sulla collaborazione ope-
rativa. Questo significa condividere e creare nuova conoscenza attraverso
l’esperienza diretta, la condivisione delle tecniche, l’osservazione diretta, la pra-
tica e l’interazione dei lavoratori.
(8) - Il termine «conversione della conoscenza» fu coniato da I. NONAKA e H. TAKEUCHI nel loro
libro The knowledge-creating company, 1995.
82

