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STORIA E CULTURA MILITARE
In Savoia(9) i francesi mossero all’alba dello stesso 15 giugno, mentre
Frimont si sarebbe mosso da Novara verso il Sempione solo il 21 e Bubna da
Torino addirittura il giorno successivo, verso il Moncenisio. Pertanto nella
regione alpina solo tremila piemontesi agli ordini del Generale Andezène di
Salmour, posti a presidio degli accessi alle valli dell’Arc e dell’alto Isère e presso
Ginevra, col grosso riunito a Conflans sull’Isère, si trovarono a dover sostenere
l’urto di dodicimila francesi. Si combatté duramente specialmente nei pressi di
Conflans, dove il Battaglione Cacciatori Italiani ed un battaglione del
Reggimento Piemonte subirono forti perdite; il piccolo Reggimento di Savoia,
sorpreso dalla cavalleria nemica presso Aiguebelle sull’Arc, lamentò molti pri-
gionieri, come il Battaglione Monferrato schierato presso Ginevra. Il grosso
delle truppe piemontesi riuscì comunque a riparare ai piedi del Piccolo San
Bernardo, mentre il resto a quelli del Moncenisio o oltre il Dranse, nei pressi
della cittadina di Thonon sul lago Lemano il 19 giugno il ripiegamento si poté
considerare completato.
Tuttavia lungo il confine con la Francia erano state costituite diverse
Stazioni del Corpo dei Reali Carabinieri, una rete di presidi che si era infittita
dietro espressa richiesta al Comandante del Corpo, il Conte Carlo Lodi di
Capriglio, per raccogliere informazioni sui movimenti dei francesi oltreconfine
nonché per contrastare eventuali azioni nemiche: investiti dall’avanzata france-
se, gli appartenenti a tali reparti furono in effetti i primi carabinieri ad affrontare
i cimenti bellici, fin da subito in maniera lodevole ed esprimendo già un elevato
spirito di corpo, nonché capacità e coraggio davvero non comuni in certi fran-
genti. In particolare i militari delle Stazioni di Montmélian e Maltaverne furono
sopraffatti da soverchianti forze francesi e catturati. Nonostante molti tra loro
fossero feriti, riuscirono a fuggire, certo approfittando dello smarrimento che
prese le truppe transalpine alla notizia di Waterloo: guidati dal Brigadiere Brizio
e dal Carabiniere Tavoni - entrambi successivamente convocati nella capitale
per esservi encomiati - dieci di essi si ricongiunsero col resto dei reparti pie-
montesi, peraltro potendo offrire una interessante massa di informazioni e par-
ticolari sulle forze napoleoniche.
(9) - La sua parte occidentale era stata lasciata alla Francia dagli accordi di Parigi del 30 maggio
1814.
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