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LA BATTAGLIA DI GRENOBLE

      Nello stesso contesto si evidenziarono anche i Carabinieri Mosca e
Forneris, rispettivamente delle Stazioni di S. Pierre d’Albigny e di Hopital, che
contribuirono “…in modo particolare per zelo, attività, coraggio ed intelligenza
nel servizio d’informazioni…”(10).

4. La Campagna nella Savoia

      Con la sconfitta definitiva di Napoleone a Waterloo la guerra avrebbe
potuto dirsi terminata, tutto sommato ancor prima di iniziare, ma i Comandanti
della Coalizione volevano occupare la Francia e stavolta imporle quelle dure
condizioni da vincitori che non avevano applicato un anno prima, ancor di più
dopo che la loro clemenza era stata delusa. Il Re di Sardegna, dal canto suo, vide
l’occasione per riavere per sé l’intera regione della Savoia: nel settore di sud-est
fu allora che cominciò la vera guerra.

      Frimont valicò il Passo del Sempione ed il 24 giugno superò la stretta di
St. Maurice, nel Basso Valais, quindi avanzò lungo la riva meridionale del lago
Leman respingendo i francesi, che tentarono un’estrema resistenza sul fiume
Drasne, riuscendo infine ad entrare in Ginevra il 30 giugno. Alla sua sinistra, nel
frattempo, una colonna forte di 3.600 uomini agli ordini del Generale Trenk era
scesa dal Piccolo San Bernardo, si era unita ai piemontesi del Generale
Andezène - che vi si erano ritirati -, quindi con questi ultimi aveva disceso la Val
d’Isère. Ancor più a sinistra la colonna di Bubna aveva varcato il Moncenisio e
il 25 giugno era calata in Savoia dalla Val Moriana, seguendo il corso dell’Arc;
dietro questa colonna seguiva il grosso delle truppe piemontesi, tra i nove e i
diecimila armati. Il collegamento tra le due direttrici principali dell’avanzata,
quella di Frimont e quella di Bubna, era assicurata dalla colonna che occupava
la Val d’Isère; proprio questa colonna sostenne un sanguinoso combattimento
il 28 giugno tra la confluenza dei fiumi Isère e Arly a Conflans e il ponte
sull’Arly a Hopital: di quella struttura i francesi avevano lasciato poche travi

(10) - Dalla motivazione della promozione di entrambi al grado di Brigadiere, avvenuta dopo gli
       eventi bellici, riportata in: ARNALDO FERRARA, Storia Documentale dell’Arma dei Carabinieri - Le
       Origini, Comando Generale dell’Arma dei Carabinieri.

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