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STORIA E CULTURA MILITARE

che l’azione si andava trascinando senza sbocchi e con notevoli perdite, De La
Tour mandò a chiedere a Bubna artiglierie pesanti. Solo nel pomeriggio avanzato
giunse la risposta dall’alleato imperiale: non vi era disponibilità di artiglierie d’asse-
dio da inviare, ma si sarebbero inviati tre battaglioni austriaci; la replica terminava
col consiglio di far serrare sotto anche le truppe del Generale Andezène, nell’attesa
dei rinforzi. Poco dopo aver ricevuto tale sconsolante notizia, giunse tuttavia la
richiesta di parlamentare da parte del Generale Motte, difensore della piazza: infatti
i cittadini di Grenoble, persuasi di aver comunque salvato l’onore, ma altresì con-
vinti a non esporre la città ai danni di un prolungato bombardamento, avevano
indotto le autorità municipali e militari a scendere a patti con i piemontesi. Già
prima di sera la tregua venne concordata, trasformatasi in capitolazione definitiva il
successivo giorno 9, dopo che l’8 luglio Luigi XVIII era rientrato a Parigi.

      L’azione di Grenoble era costata ai piemontesi ottanta morti e circa due-
cento feriti, cifre non piccole, a riprova dell’accanimento con il quale gli asse-
diati s’erano difesi dal riparo delle loro fortificazioni.

6. La fine delle ostilità. Conseguenze

      Per il resto la campagna di Savoia si trasformò in tranquille avanzate,
necessarie semplicemente all’occupazione di territori ed al blocco di Briançon
e di alcuni forti montani isolati. Infatti sul fiume Var, organizzato strettamente
a difesa, si trovava l’omonimo Corpo comandato dal Maresciallo Brune,
ammontante a truppe oscillanti tra i sei e gli ottomila soldati; gli si contrappo-
nevano, tra Cuneo e Nizza, pochissime forze piemontesi, tant’è che quando
s’era mosso da Novara, all’inizio della spedizione, Frimont aveva inviato a
Cuneo la Brigata del Generale Geppert, mentre su Nizza conversero altre trup-
pe austriache, quelle non necessarie all’occupazione del Regno di Napoli, gui-
date sempre dal Generale Bianchi che aveva lasciato la città partenopea già dal
16 giugno precedente. Nel frattempo anche una Divisione inglese sbarcava a
Marsiglia. Bianchi attraversò il Var senza incontrare resistenza alcuna e si spinse
fino ad Aix-en-Provence, dove si congiunse con gli inglesi provenienti da sud e
con le truppe di De La Tour che giungevano ridiscendendo dalle valli alpine.

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