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LA BATTAGLIA DI GRENOBLE
Occorre sottolineare che, sebbene lo sforzo maggiore di tale campagna
fosse stato sostenuto dagli austriaci, i soldati del nuovo esercito di Vittorio
Emanuele I si erano battuti con coraggio e onore: il 15 e il 28 giugno a Conflans,
il 6 luglio a Grenoble. E se in particolare s’erano distinti i Cacciatori Italiani e il
Reggimento Piemonte, tutta l’Armata Sarda aveva dimostrato coesione e disci-
plina, consentendo al re di poter recuperare l’intera regione della Savoia.
Anche i Reali Carabinieri avevano recitato un ruolo importante: il reparto
scelto di Carabinieri a cavallo, agli ordini del Luogotenente Michele Taffini
D’Acceglio(13) e del Sottotenente Giovanni Battista Cavassola(14), s’era comportato
talmente bene durante la carica di Grenoble, vero e proprio “battesimo del
fuoco” per il neo istituito Corpo, che all’indomani dell’azione il Generale De La
Tour così scrisse in un rapporto inviato a Torino: “Maggiori di ogni elogio sono
il valore, l’intrepidezza, l’ordine e la maestria per cui si distinsero luminosamente
nell’attacco di Grenoble le truppe ed i picchetti di cavalleria (comandati dal Conte
Lisio) e dei Carabinieri Reali, comandati dal Sottotenente cav. Cavassola”(15).
(13) - Il Marchese Michele Taffini D’Acceglio era di un nobile casato di Savigliano, nato nel 1786
dal Generale Pietro e da Rosa Ceppi di Bairolo e morto nel palazzo di famiglia nel 1872.
Dopo aver militato tra il 1804 e il 1814 nell’Armata francese, partecipando a ben otto cam-
pagne, tra cui quella di Russia, e raggiungendo il grado di Capitano dell’artiglieria a cavallo e
la decorazione della Legion d’Onore, entrò nel gennaio 1815 nei Carabinieri Reali col grado
di Tenente, venendo destinato a Novara. Percorse nel Corpo tutte le tappe fino a divenire,
col grado di Maggior Generale, Comandante Generale dal 16 luglio 1835 all’11 dicembre
1847 e Aiutante di Campo onorario del Re Carlo Alberto dall’aprile 1846. Successivamente
fu Ispettore Generale delle Leve col grado di Luogotenente Generale, grado che conservò
quando venne posto in congedo nel settembre 1849; era decorato del Gran Cordone
Mauriziano e Cavaliere dell’Ordine Militare di Savoia.
(14) - Nato a Finale Ligure il 6 febbraio 1791 e lì morto il 4 marzo 1836, s’arruolò nell’Armèe a
soli sedici anni, prestando servizio nell’8° Reggimento Cacciatori a cavallo e prendendo subi-
to parte all’assedio di Kolberg, in Pomerania, dove venne ferito da un colpo di sciabola,
venne quindi promosso Sottotenente nel 1810 e partecipò alle Campagne degli anni succes-
sivi, venendo nuovamente e più volte ferito. Entrato nel Corpo dei Carabinieri e promosso
Capitano nel 1820, venne tuttavia dimissionato dal Corpo il 22 settembre 1821 per “conni-
venza e stretta amicizia con i capi di rivolta della Brigata Alessandria”, cioè il reparto che per
primo innalzò il Tricolore e si rivoltò contro Vittorio Emanuele I per ottenere lo Statuto,
durate i moti del marzo-aprile 1821: da sottolineare che Cavassola, pur simpatizzando con le
istanze patriottiche, non prese alcuna parte attiva nei moti.
(15) - Citato in: ARNALDO FERRARA, Storia Documentale dell’Arma dei Carabinieri - Le Origini,
Comando Generale dell’Arma dei Carabinieri.
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