Page 196 - Rassegna 1-2016
P. 196
STORIA E CULTURA MILITARE
Vittorio Emanuele I aveva tutte le intenzioni di non stare a guardare e di
fare la propria parte: necessitava di una vittoria per poter sedere a pieno titolo
tra i vincitori, a Vienna, onde non subire da altri decisioni sui propri possedi-
menti e soprattutto per poter avanzare richieste circa la sorte della centenaria
Repubblica di Genova, unico territorio ligure non ancora annesso al Regno di
Sardegna.
Purtroppo la rifondazione dell’Armata Sarda era ancora in corso quando
Napoleone fuggì dall’esilio tirrenico, pertanto in Savoia era di stanza solo il
Reggimento dalla stessa denominazione, ancora in lenta formazione sebbene
riunisse gli elementi dei tre Reggimenti provinciali savoiardi.
Nella pianura Padana si riuscì ad armare circa ottomila soldati, che saliran-
no in seguito a diecimila, in gran parte ancora con addestramento ridotto. Si
dispose pertanto che ad Alessandria si riunissero i Reggimenti provinciali - in
realtà della consistenza di Battaglioni mobili - del Piemonte, mentre in Savoia e
nelle valli alpine piemontesi si formassero compagnie di volontari di cinquanta
uomini ciascuna, al comando di due Ufficiali.
Il 7 aprile si prescrisse che in ogni comune si formasse, per provvedere alla
sicurezza interna e dar manforte ai Carabinieri, una milizia cui doveva essere
iscritto il cinque per cento della popolazione: in totale sarebbero stati duecen-
tomila uomini, armati con fucili di proprietà e aventi, quale unico distintivo, una
coccarda azzurra.
Un altro problema particolarmente sentito era quello della mancanza di
Ufficiali preparati: per farvi fronte fin dal precedente 28 marzo un Decreto
Reale aveva invitato gli Ufficiali piemontesi già appartenenti alla Grande
Armée(8) ad entrare nell’Armata Sarda, in considerazione che, a seguito del suo
accrescimento, non mancassero i posti.
Molti risposero all’appello, tra cui i due migliori Generali piemontesi del-
l’epoca: Alessandro de Rege, Conte di Gifflenga, vercellese, già al servizio di
Napoleone, e il Conte Vittorio Amedeo Ferdinando Sallier De La Tour, savo-
iardo, al servizio austriaco prima e inglese poi.
(8) - Durante il periodo napoleonico le regioni peninsulari del Regno di Sardegna avevano fatto
parte integrante dell’Impero francese, organizzati amministrativamente come un qualsiasi altro
Dipartimento d’Oltralpe.
194

