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Inoltre con la forza dell’intimidazione e grazie al controllo del territorio impediscono ad

            altri soggetti di avviare nuove attività connesse con le bische e procedono ad  “orientare” la
            clientela verso i locali che si trovano  sotto il proprio controllo anche attraverso attività di

            marketing in nero (in genere attraverso meccanismi di “passaparola”). I proventi liquidi di queste

            attività vengono poi ripuliti, o per mezzo dell’acquisizione di quote delle società che gestiscono

            le sale bingo, o mediante l’aggiudicazione diretta di concessioni per la loro gestione a prezzi non
            competitivi, grazie anche a funzionari corrotti. Ciò perché chi ricicla ha interesse a ripulire il

            denaro e non a lucrare sopra le attività, in quanto la compensazione economica avviene per altri

            canali illeciti. Altra attività particolarmente profittevole riguarda il mondo delle case da gioco.

            Oltre al riciclaggio , le attività ad esse collegate riguardano l’esercizio abusivo dell’attività
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            finanziaria mediante la concessione di prestiti a tassi  di interesse  usurai ai clienti in perdita

            ormai invisi all’ufficio fidi del casinò, ma anche l’acquisizione delle strutture legate all’economia

            delle città di gioco quali alberghi, ristoranti e locali notturni. L’usura quindi, pratica atavica,
            risulta agevolata dalla dipendenza dei giocatori ai quali viene offerto un credito che ha carattere

            di immediatezza e facilità di accesso. Infine risulta necessario rilevare un aspetto paradossale, e

            dunque contro intuitivo, che caratterizza l’offerta parallela di gioco illegale, ovvero il fatto che il

            mercato legale e quello illegale non entrano in concorrenza fra di loro (come dovrebbe accadere

            nella natura delle cose) ma si rafforzano reciprocamente. Ciò è dovuto ad un circolo vizioso per
            cui la criminalità propone in concorrenza con lo Stato i propri prodotti in nero con le bische

            clandestine, avvicinando nuovi clienti. Lo Stato, per fronteggiare l’induzione al gioco d’azzardo

            clandestino e sottrarre clienti alle bische, opta per la scelta politica di promuovere  nuovi
            prodotti di  gioco pubblico allargando così la  platea dei giocatori. Vengono create così delle

            utilità marginali per il settore illegale che offre l’inclusione di persone espulse dal settore legale e

            incrementa il finanziamento usuraio. Questo percorso circolare si sostanzia dunque nel fatto

            che il gioco illegale alimenta quello legale fornendo motivazione per giustificare l’introduzione
            di nuovi giochi. Il  gioco legale a sua volta alimenta l’illegale ampliando la  popolazione  di

            giocatori che entra in contatto con l’offerta criminale .
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            284   Basta richiedere il cambio di alcuni assegni in fiches, anche di valore rilevante, e a distanza di qualche ora, senza
               aver peraltro partecipato a nessun gioco, cambiare alla cassa lo stesso importo in contanti. In pochissimo
               tempo e senza grandi rischi il criminale ha la possibilità di lavare proventi di reato in maniera semplice ed
               economica.
            285   Come evidenziato dalla ricerca svolta a cura del Prof. Maurizio Fiasco intitolata «Il gioco d’azzardo e le sue conseguenze
               sulla società italiana. La presenza della criminalità nel mercato dell’alea», Consulta Nazionale Antiusura, pag. 12 e ss. in:
               http://www.avvisopubblico.it/home/wp-
               content/uploads/2014/06/20140611_consulta_nazionale_antiusura_conseguenze_gioco_azzardo_nella_societa.pdf

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