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Questo tipo di approccio, nella lotta alla contraffazione ha origini statunitensi. Risale al

            2013, infatti,  l’accordo  Payment Processor Initiative  -  Rogue Block Program  stipulato tra l’IAAC,
            International Anti Counterfeiting Coalition, un’organizzazione non profit impegnata a tutelare i diritti

            di Proprietà Intellettuale, e le aziende del mercato del credito, con la sorveglianza ed il supporto

            dell’US IPR Enforcement Office, che fa capo alla Presidenza degli Stati Uniti.

                   L’iniziativa è stata lanciata nel gennaio 2012, e, ad oggi, ha portato  risultati in oltre
            200.000 siti web  117 . Attualmente, tra i partner  del programma  Rogue Block, rientrano tra i

            maggiori operatori finanziari su  scala  mondiale, come  MasterCard,  Visa  International, Visa

            Europe, PayPal, MoneyGram, American Express, Diners Club e Western Union.

                   L’accordo è di natura privatistica, e prevede per gli infringers, ovvero coloro che violano i
            diritti di Proprietà Industriale, l’impossibilità di avvalersi dei circuiti di pagamento per l’acquisto

            di merce contraffatta, con il vantaggio informativo derivante da accordi tra titolari dei diritti e

            piattaforme di  pagamento. Le piattaforme di  pagamento effettuano il blocco con le  banche
            gestori dei conti correnti di venditori di merce contraffatta, che dovrebbero ricevere il danaro

            dagli acquirenti. Ciò che rende l’accordo attuabile sono i disciplinari di impiego delle carte di

            credito che  gli utilizzatori si impegnano a rispettare.  RogueBlock  è un software,  che  traccia e

            coordina  tutte le segnalazioni dei membri IACC e le inoltra ai  sistemi di  pagamento,

            semplificando il raccordo fra le due sponde. I titolari dei diritti, che pagano una tassa annuale
            per partecipare al programma, possono effettuare segnalazioni in tre aree: merce contraffatta,

            contenuti che violano il Diritto d’Autore, e commercio di circumvention devices . I titolari dei
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            diritti, o qualcuno in loro vece, inoltrano le segnalazioni a RogueBlock, e IAAC, a questo punto,
            qualora ravvisi che la segnalazione contiene gli estremi necessari, identifica il sistema  di

            pagamento e vi inoltra la segnalazione .
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                   Oltre questo caso di best practice di ispirazione americana, è opportuno ricordare che la

            strategia di contrasto basata sul principio Follow the Money ha basi diverse nel caso di pirateria e

            violazione del Diritto d’Autore, e nel caso di violazione dei diritti di Proprietà Industriale. Nel
            primo caso, infatti, bisogna tenere presente che il profitto degli operatori non deriva

            dall’operazione di download del materiale audiovisivo, che molto spesso è gratuito, ma deriva

            dalla pubblicità presente dei siti, in rapporto al numero di contatti e al loro page rank. L’accordo,
            secondo questo presupposto, dovrebbe intercorrere tra Internet Service Provider, titolari dei diritti

            di  Proprietà Intellettuale  (right holder, secondo la terminologia anglosassone), e agenzie


            117   http://www.iacc.org/online-initiatives/rogueblock
            118   I circumvention devices sono sistemi hardware o software per aggirare i sistemi di protezione digitale del copyright.
            119   Cfr. TUSIKOV, Chokepoints: Global Private Regulation on the Internet, Berkeley, 2016.

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