Page 173 - Quaderno 2017-9
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meno della segnalazione, sulla normativa da applicare, sulla effettiva lesione che la condotta

            oggetto di  notifica possa produrre all’avente diritto. Se da un lato,  dunque, la procedura  di
            Notice and Take Down  è utile  per  prendere coscienza di eventuali illeciti, non è altrettanto

            appropriata per far ottenere a chi è bisognoso di tutela una soluzione celere, economica e

            attendibile. Ricevuta una notifica, il provider si troverà dunque in una situazione difficile ;
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            scegliere se perdere l’immunità risarcitoria qualora non si attivi in tempo per la rimozione, o
            esporsi alle azioni civili del suo cliente qualora rimuova i contenuti. Il provider, infatti, potrebbe

            con  la sua condotta  di rimozione ledere gli  interessi legittimi del  cliente,  ricollegati alla

            permanenza in rete del file interessato. La procedura, in ogni caso, implica la necessità di inviare

            una segnalazione per ogni violazione; è quindi estremamente onerosa, sia in termini di tempo
            che in termini di costi aziendali. La necessità di effettuare migliaia di segnalazioni implica

            un’impossibilità di fatto di combattere il fenomeno, che si traduce in mancanza di tutela per i

            titolari di diritti.
                   L’evoluzione della procedura di  Notice and Take Down, è il cosiddetto  Notice and Stay

            Down. Questa procedura, a differenza della precedente, fa seguire alla singola segnalazione la

            rimozione da  parte del provider di tutte le fattispecie di quell’illecito,  prevenendo in  questo

            modo la reiterazione  dello stesso. In questo sistema, infatti, i provider che ricevono una

            segnalazione sono tenuti a porre in essere azioni positive, al fine di eliminare le fattispecie seriali
            di contraffazione. Nel caso di opere dell’ingegno scaricabili o merci contraffatte presenti sul

            web, il provider  può  essere chiamato a rimuovere  tutte le copie dell’opera scaricabili o  gli

            accessi alla vendita online di  tale  merce, anche se non sono indicate  nella segnalazione, o a
            impedire che ulteriori copie siano caricate in futuro, attraverso sistemi di blocco e filtraggio, o,

            ancora,  installare  sistemi  di  monitoraggio  per  ricercare  attività  illecite  partendo  dalle

            informazioni contenute nella segnalazione.

                   Si parla, dunque, di un duty of care del provider, che, in forza di una segnalazione, dovrà
            concretamente adoperarsi per impedire che nuove ramificazioni dell’illecito segnalato possano

            svilupparsi. Se le segnalazioni non fossero episodiche ma assumessero carattere di sistemicità, il

            passo successivo, a questo punto, sarebbe una moltiplicazione tangibile della tutela.

                   Un esempio di comportamento proattivo, e non meramente reattivo, è costituito da
            Facebook, ad oggi  titolare anche del marchio Instagram. I termini e le condizioni di accesso a

            Facebook, prevedono il divieto di pubblicazione di contenuti contrari alla normativa concernente




            111  VAN EECKE, Online Service Providers and Liability.



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