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meno della segnalazione, sulla normativa da applicare, sulla effettiva lesione che la condotta
oggetto di notifica possa produrre all’avente diritto. Se da un lato, dunque, la procedura di
Notice and Take Down è utile per prendere coscienza di eventuali illeciti, non è altrettanto
appropriata per far ottenere a chi è bisognoso di tutela una soluzione celere, economica e
attendibile. Ricevuta una notifica, il provider si troverà dunque in una situazione difficile ;
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scegliere se perdere l’immunità risarcitoria qualora non si attivi in tempo per la rimozione, o
esporsi alle azioni civili del suo cliente qualora rimuova i contenuti. Il provider, infatti, potrebbe
con la sua condotta di rimozione ledere gli interessi legittimi del cliente, ricollegati alla
permanenza in rete del file interessato. La procedura, in ogni caso, implica la necessità di inviare
una segnalazione per ogni violazione; è quindi estremamente onerosa, sia in termini di tempo
che in termini di costi aziendali. La necessità di effettuare migliaia di segnalazioni implica
un’impossibilità di fatto di combattere il fenomeno, che si traduce in mancanza di tutela per i
titolari di diritti.
L’evoluzione della procedura di Notice and Take Down, è il cosiddetto Notice and Stay
Down. Questa procedura, a differenza della precedente, fa seguire alla singola segnalazione la
rimozione da parte del provider di tutte le fattispecie di quell’illecito, prevenendo in questo
modo la reiterazione dello stesso. In questo sistema, infatti, i provider che ricevono una
segnalazione sono tenuti a porre in essere azioni positive, al fine di eliminare le fattispecie seriali
di contraffazione. Nel caso di opere dell’ingegno scaricabili o merci contraffatte presenti sul
web, il provider può essere chiamato a rimuovere tutte le copie dell’opera scaricabili o gli
accessi alla vendita online di tale merce, anche se non sono indicate nella segnalazione, o a
impedire che ulteriori copie siano caricate in futuro, attraverso sistemi di blocco e filtraggio, o,
ancora, installare sistemi di monitoraggio per ricercare attività illecite partendo dalle
informazioni contenute nella segnalazione.
Si parla, dunque, di un duty of care del provider, che, in forza di una segnalazione, dovrà
concretamente adoperarsi per impedire che nuove ramificazioni dell’illecito segnalato possano
svilupparsi. Se le segnalazioni non fossero episodiche ma assumessero carattere di sistemicità, il
passo successivo, a questo punto, sarebbe una moltiplicazione tangibile della tutela.
Un esempio di comportamento proattivo, e non meramente reattivo, è costituito da
Facebook, ad oggi titolare anche del marchio Instagram. I termini e le condizioni di accesso a
Facebook, prevedono il divieto di pubblicazione di contenuti contrari alla normativa concernente
111 VAN EECKE, Online Service Providers and Liability.
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