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Un’ultima tipologia di blocco è riferita all’URL, Uniform Resource Locator. La locuzione
Uniform Resource Locator, nella terminologia delle telecomunicazioni e dell’informatica, è una
sequenza di caratteri che identifica univocamente l’indirizzo di una risorsa in Internet,
tipicamente presente su un host server, come ad esempio un documento, un’immagine, un video,
rendendola accessibile ad un client . Il blocco degli URL richiede un maggiore impegno del
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provider, che dovrà esaminare sia gli header dei pacchetti, che contengono gli indirizzi IP di
fonte e destinazione, sia i contenuti. I provider provvedono all’esecuzione di ispezioni
superficiali e profonde, che vanno a controllare il contenuto dei pacchetti di dati inviati, e non
solo gli indirizzi IP. Quando un pacchetto di dati contenente l’IP del sito bloccato, o anche
particolari parole chiave viene ispezionato, la connessione termina.
Il costo per l’oscuramento di un sito varia a seconda del tipo di blocco utilizzato e del
Paese. L’OFCOM, Office of Communication, l’autorità competente e regolatrice indipendente per le
società di comunicazione nel Regno Unito, ha classificato i costi delle differenti tecniche di
blocco, partendo dal blocco degli indirizzi IP, che è il più economico, passando per il blocco
dei DNS, leggermente più costoso, per arrivare al blocco degli URL, procedura più completa e
più costosa.
4.2.2 Oscuramento dei siti in sede amministrativa: il Regolamento AGCOM
In sede amministrativa, come ricordato in precedenza, bisogna distinguere il campo di
applicazione dell’autorità Antitrust da quello dell’Autorità per le garanzie nella comunicazioni.
Per quanto riguarda quest’ultimo aspetto, degno di nota è il regolamento AGCOM del 12
dicembre 2013, relativo alla tutela del Diritto d’Autore sulle reti di comunicazione elettronica
(del. 680/13/CONS). Qualora non sia pendente un procedimento giudiziario, il titolare di
un’opera resa disponibile online in violazione della normativa sul Diritto d’Autore può
presentare istanza all’AGCOM. Il procedimento, però, non riguarda gli utenti finali, ovvero
coloro che effettuano il download o fruiscono dello streaming, ma si svolge nei confronti del
provider e dell’uploader, colui che ha caricato il contenuto in rete. L’AGCOM può, a seconda dei
casi e in ottemperanza ai principi di gradualità, proporzionalità e adeguatezza che regolano i
diritto amministrativo, richiedere ai provider di impedire la violazione o porvi fine. Se il sito è
ospitato su un provider italiano, l’Autorità ordina la rimozione delle opere digitali, se invece il
sito è ospitato su server straniero, l’Autorità ordinerà al provider la disabilitazione dell’accesso
al sito. L’utente che proverà ad accedere alla pagina verrà in ogni caso reindirizzato ad un’altra
116 https://it.wikipedia.org/wiki/Uniform_Resource_Locator
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