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sviluppo di best practices per contrastare lo sviluppo della contraffazione online e per rimuovere

            la merce contraffatta dai siti di e commerce. Tra le linee guida fissate in Carta Italia vi è in primo
            luogo l’impegno  per i venditori a garantire  l’autenticità dei prodotti, e  per i provider ad

            assicurarsi che i venditori che accedono alle piattaforme di e commerce assicurino che i prodotti

            non siano contraffatti. Vengono segnalati, poi, l’impegno degli aderenti alla Carta di cooperare

            al fine di attuare  misure idonee ad individuare le offerte di prodotti non autentici, a  scopo
            preventivo, e la realizzazione di procedure di segnalazione da parte dei titolari dei diritti qualora

            abbiano fondato motivo di ritenere che prodotti offerti online non siano autentici.

                   Altri accordi commerciali a carattere plurilaterale sono stati siglati in sede internazionale,

            ma con un destino  meno felice  degli analoghi in  sede nazionale o europea. È il caso
            dell’accordo ACTA, Anti Counterfeiting Trade Agreement, siglato a Tokyo il 26 gennaio 2012 tra 22

            dei 28 Stati membri dell’Unione europea, tra cui l’Italia (non hanno firmato Cipro, Repubblica

            d’Estonia, Repubblica Slovacca, Germania e Paesi Bassi), e Australia, Canada, Giappone, Corea,
            Messico, Marocco,  Nuova Zelanda, Singapore, Svizzera e Stati Uniti d’America, ma non

            ratificato dal Parlamento europeo il 4 luglio 2012.

                   L’importanza di stipulare accordi plurilaterali, che coinvolgano più tipologie di soggetti,

            è stata confermata anche il 30 marzo 2017, in sede di approvazione del nuovo Piano Strategico

            2017-2018 del Consiglio Nazionale Anticontraffazione. Il piano, infatti, da un lato rilancia
            accordi su  base volontaria per l’eliminazione  dei prodotti contraffatti dalla rete, e dall’altra

            propone azioni strategiche tese a  migliorare la conoscenza da  parte delle imprese delle

            opportunità che il commercio elettronico offre, e delle possibilità di difesa.




            4.5  Tutela penale


                   Parlare di tutela penale in riferimento ai reati di contraffazione online non è diverso dal

            parlare di tutela penale in generale; questo tipo di reati, infatti, non hanno natura informatica in

            senso stretto, ma fanno della rete unicamente il mezzo in cui vengono portati a termine. Allo

            stesso modo, le fattispecie incriminatrici in tema di contraffazione, di cui si è trattato al Capitolo
            1, non prevedono alcuno strumento di contrasto specifico per la contraffazione sul web, e ciò

            rende l’eventuale identificazione di autori molto complessa.









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