Page 185 - Quaderno 2017-9
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contraffatti, 2 punti per ogni prodotto, vendita di beni contraffatti, 12 punti. Al raggiungimento

            di 48 punti l’account viene cancellato, mentre al raggiungimento delle soglie di 12, 24 e 36
            punti, l’account verrà disattivato per, rispettivamente, 7, 14 e 21 giorni.

                   Queste misure, sebbene interessanti da un punto di vista operativo, non hanno fatto si

            che il fenomeno fosse definitivamente arginato, tanto da far meritare alla piattaforma un nuovo

            ingresso nella lista dei  Notorious markets. Successivamente all’introduzione di queste  misure,
            infatti, i  right holders  hanno affermato che  gli  sforzi iniziali tesi a favorire l’inoltro  di reclami

            relativi a violazioni in materia di Proprietà Intellettuale sono stati vanificati dal rifiuto continuo

            degli stessi, contestualmente a mancata traduzione delle comunicazioni ai  right holders,

            collegamenti ipertestuali non funzionanti, pagine di errore, e negazione di procedure di
            takedown .
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                   Andando oltre il caso Taobao, la presenza di beni contraffatti  sulle piattaforme

            commerciali cinesi è ancora molto diffusa; la ragione di ciò, oltre che nella flessibilità che la rete
            concede sia ai contraffattori che agli acquirenti, è da ricercarsi nel fatto che gli Internet Service

            Provider non sono per niente incentivati ad eliminare le inserzioni, poiché maturano i ricavi sulla

            base delle singole vendite effettuate sulle piattaforme.

                   Anche quando  la responsabilità degli  Internet Service  Provider  venisse provata, poi,

            superando gli ostacoli del principio del safe harbor , i risarcimenti registrati dalla giurisprudenza
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            cinese hanno carattere veramente irrisorio, se paragonato al danno inferto .
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                   Il principio del safe harbor è di matrice americana, è trae origine dal Digital Millennium

            Copyright Act del 1998. Nella legislazione cinese, però, i suoi limiti sono da rintracciare in diverse
            normative. Innanzitutto, si fa riferimento all’art. 57 della Legge Marchi della Repubblica

            Popolare Cinese, come emendata nel 2013, che inserisce  tra le condotte di violazione del

            marchio il fornire intenzionalmente un’agevolazione per la violazione di un marchio registrato

            altrui  130 . Del  safe harbor, tuttavia, tratta  anche la Legge sulla responsabilità extracontrattuale

            cinese, entrata in vigore il 1 luglio del 2010,  all’art.36. Il comma 1 dell’articolo tratta delle
            violazioni direttamente commesse dal provider, mentre i commi 2 e 3 riguardano i più




            127   OFFICE OF THE UNITED STATES TRADE, 2016 Out-of-Cycle Review of Notorious Markets.
            128   Il principio del  safe harbor  indica una serie di linee guida che gli  Internet Service Provider  devono seguire per
               godere della limitazione della responsabilità in caso di violazione delle orme relative alla Proprietà
               Intellettuale.
            129   Nel caso Du Guofa e Taobao Network Ltd contro Ynian Garments Trading Co. Ltd per dei danni di 30000
               RMB e 549000 RMB per le spese incorse durante il procedimento, la Corte d’Appello ha accordato al titolare
               de marchio un risarcimento di soli 3000 RMB, che equivalgono a circa 360 euro.
            130   FORMICHELLA, TOTI, Leggi tradotte della Repubblica popolare cinese. VII: Legge sui brevetti, legge sui marchi, normativa
               in materia di marchio notorio, Torino, 2015.


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