Page 166 - Quaderno 2017-9
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3.5 Deep linking
Per comprendere cosa sia un deep link, bisogna innanzitutto analizzare le varie tipologie
di link esterno che possono comparire su un sito. In primo luogo, ci sono i surface linking, i link
tradizionali che rimandano l’utente alla home page di un altro sito web. La giurisprudenza e la
dottrina straniera, così come parte della dottrina italiana, ritengono che la pratica
del surface linking sia da considerarsi lecita in base alle teorie della cosiddetta licenza implicita o
del cosiddetta fair use. La teoria della licenza implicita si fonda sulla considerazione che tutti
coloro che inseriscono un documento in un computer collegato ad Internet offrono un
implicito consenso o una tacita autorizzazione ad essere destinatari di collegamenti a tale
documento da parte di terzi .
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Esiste poi il framing che utilizza la struttura a frame di un sito e consiste nel far
comparire, all’interno di una delle proprie pagine, una pagina di un altro sito. Esiste, infine, il
deep linking, che consiste nel rinvio ad una pagina di un sito diversa dalla home page.
L’illegittimità della penultima delle condotte descritte, il framing, non lascia spazio a
troppi dubbi; il visitatore di un sito, infatti, ne visita materialmente uno diverso senza uscire dal
primo e senza averne contezza, e ciò genera una confusione che va ad integrare la concorrenza
sleale ex art. 2598 c.c.
Lascia invece dubbi l’illegittimità dell’ultima delle condotte analizzate, il deep linking. Da
parte di molti è ritenuto illecito in quanto, saltando la pagina principale (o home page), per andare
direttamente ai contenuti del sito esterno, spesso si fanno perdere a quest’ultimo i benefici di
natura pubblicitaria normalmente concentrati proprio nella pagina di benvenuto. Tuttavia le
decisioni della giurisprudenza sono state sinora assai contrastanti. Quelle favorevoli a questa
forma di collegamento ipertestuale si basano sulla motivazione che non emergono profili di
illiceità o concorrenza sleale ove appaia chiaro, al visitatore, che ci si trova su di una pagina
diversa da quella che si stava visitando, anche considerando che la pratica di indirizzare a pagine
interne di un altro sito è assai comune e caratteristica del web, sin dalle sue origini .
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La prima e più famosa controversia in materia è quella che ha visto coinvolta la società
Ticketmaster Corp., specializzata nel servizio di vendita on-line di biglietti per eventi e
manifestazioni nella città di Seattle, la quale aveva citato la Microsoft Corp avanti la Corte
97 Cfr. MEANI Sito internet contraffattore ed uso distorto del linking, del framing, del crawling e dei meta tag.
98 http://www.studiolegale-online.net/diritto_informatica_10.php
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