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L’Italian sounding rappresenta, dunque, un danno economico e soprattutto d’immagine incalcolabile,
poiché tende a minare la credibilità e la reputazione che l’agroalimentare italiano ha saputo costruirsi nel
tempo .
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Prodotti di qualità modesta, se non scarsa, come quelli sounding, immancabilmente
deluderanno le aspettative rispetto ad un prodotto che ci si aspettava essere espressione di
un’eccellenza come quella dei prodotti italiani.
Trattandosi di una tipologia di condotta che fonda la propria riuscita sulla
comunicazione e sull’immagine, la rete internet come strumento di distribuzione ha
sicuramente un ruolo privilegiato. Risultati di studi hanno dimostrato come la maggior parte
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dei siti in cui sono messi in vendita prodotti Italian Sounding sono del tutto specializzati nella
vendita di prodotti alimentari, e per il 96,7% hanno un proprio dominio personale, lasciando
trasparire una chiara volontà di utilizzare il mezzo informatico. Gli utenti che navigano in questi
siti, inoltre, sono per la maggior parte stranieri; solo una piccola percentuale, infatti, offre
opzioni di traduzione. Anche altri accorgimenti di marketing sono scarsamente utilizzati, come
le mailing list, che di solito contribuiscono a mantenere i consumatori in un circolo di fedeltà. La
maggior parte dei siti web analizzati, invece, è dotata del proprio motore di ricerca, indicando
chiaramente un approccio altamente professionale all’attività.
Dal punto di vista delle modalità di vendita, l’80% dei siti in esame fa effettuare gli
acquisti agli utenti tramite telefono, solo una minore percentuale permette di pagare con carta
di credito. Le categorie più imitate sono per la maggior parte quella dei formaggi, seguite da
quelle della mozzarella e dei sughi; discreto rilievo hanno anche i prodotti derivanti da carne di
maiale, come salame e prosciutto. Per evocare la falsa provenienza, la strategia principalmente
utilizzata riguarda l’utilizzo di un nome italiano, e riferimenti scritti all’Italia. In molti casi,
tuttavia, il riferimento all’Italia e alla sua cultura è presente non solo in relazione al prodotto, ma
all’intero sito web.
2.1.2.1 Focus: i wine-kit, e il vino fai da te
Nel 2014 in Italia si producevano circa quaranta milioni di ettolitri di vino, e il consumo
medio pro capite era di circa 39 litri. I vini più venduti sono quelli frizzanti e legati al territorio
di origine, in sequenza Lambrusco, con oltre quindici milioni di bottiglie, il Chianti e il Bonarda.
41 AA. VV., Agromafie, 3° Rapporto sui crimini agroalimentari in Italia, Bologna, 2015.
42 PLATANIA, PRIVITERA, Possibilities and purposes of Internet usage: authentic and fake Italian food products, paper,
Università di Catania.
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